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11 giu 2022

Rissa via Bolla, mappa: zona e palazzi a rischio, fra abusivi e piani di riqualificazione

Su 156 alloggi sono 91 quelli occupati da persone che non ne hanno il diritto

11 giu 2022

Un problema che si trascina da anni. Ben conosciuto dalle amministrazioni locali, ma che ancora non si è riusciti a risolvere, come dimostra l'episodio di ieri sera, venerdì 10 giugno, una maxi-rissa che ha portato addirittura al ferimento e al ricovero in ospedale di un bambino di due anni. Il complesso di case popolari di via Bolla, quartiere Gallaratese, periferia nord-ovest di Milano, rappresenta un'oasi di illegalità mai sanata. Il problema, in particolare, sta in tre stabilimenti, i caseggiati ai numeri civici 38, 40 e 42, dove la convivenza è resa complicatissima dalla presenza ormai stanziale di famiglie che occupano abusivamente appartamenti. Fra gli ultimi episodi di cronaca, prima della zuffa della notte scorsa, c'è l'incendio divampato nel febbraio di quest'anno, documentato attraverso un video reso pubblico da Fabio Galesi, vicepresidente del Municipio 8, circoscrizione di cui fa parte anche via Bolla. Le fiamme, secondo il resoconto di allora, si svilupparono nei sotterranei. Il rogo fu domato con qualche difficoltà dai vigili del fuoco, a causa delle condizioni delle cantine, stipate fino al soffitto di immondizia.   I riflettori sono accesi sulle palazzine ai numeri civici 38, 40 e 42. In quei fabbricati regna l'abusivismo: si tratta di una stecca di 156 alloggi, più della metà dei quali è occupato da persone che non hanno il diritto ad avere una casa popolare, non essendo inseriti in alcuna graduatoria. Secondo quanto affermato dalla consigliera regionale Carmela Rozza (Pd), gli abusivi pagherebbero circa 500 euro di affitto mensile a locatori che gestiscono il racket delle occupazioni. Lo scenario, a leggere i servizi pubblicati periodicamente su Il Giorno, è avvilente: spazzatura ovunque, grovigli di fili elettrici scoperti, allacciamenti fai da te alla corrente elettrica, elettrodomestici abbandonati e stendipanni.  Non aiuta il braccio di ferro politico e il rimpallo delle responsabiltà fra Regione Lombardia, Aler e Comune di Milano. Nell'aprile di ...

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