MONICA AUTUNNO
Cronaca

Un altro data center. Arriva il nuovo maxi polo del colosso Stack Emea

Dopo quelli a Siziano e a Liscate, chiuso l’iter per un impianto a Vignate. La multinazionale lo realizzerà su un’area agricola. Legambiente interviene.

Un altro data center. Arriva il nuovo maxi polo del colosso Stack Emea

Un altro data center. Arriva il nuovo maxi polo del colosso Stack Emea

Campus data, l’espansione continua, tocca a Vignate: iter in conclusione e da settembre i lavori per un nuovo data center del colosso Stack Emea, vedrà la luce su una grande area a sud del centro commerciale, nei pressi della Cassanese. La procedura è agli sgoccioli, pronta la convenzione fra il comune e la multinazionale americana, che vanta già un enorme polo produttivo a Siziano e ne sta realizzando uno su un’area dismessa nella vicina Liscate.

Sulla convenzione dibattito aperto, richieste di chiarimento dei cittadini e osservazioni da parte di Legambiente, sul tema, in particolare, dell’impatto e delle emissioni. "Aspetti che abbiamo e stiamo vagliando - così il sindaco Paolo Gobbi - con una irrinunciabile premessa. I data center sono strutture innovative, non comportano movimento di merci e tir, e laddove hanno certamente un impatto è un impatto molto differente da quello delle logistiche, che nella nostra area hanno proliferato negli anni scorsi". Proprio un paio d’anni fa finì agli onori delle cronache il gran rifiuto del sindaco vignatese di una proposta d’insediamento in paese di una nuova logistica "che avrebbe portato nelle casse comunali, lo ricordo, cinque milioni di euro almeno. Sono state fatte delle scelte". Il nuovo insediamento di Stack Emea, colosso a marchio statunitense dell’archiviazione dati e della cybersicurity, occuperà un’area di circa 80 mila metri quadrati nell’area produttiva a sud del polo commerciale sulla provinciale. I contatti fra l’amministrazione comunale e la società risalgono a diversi anni fa, "precedenti a quelli con Liscate. Le cose a Vignate sono andate maggiormente a rilento per una maggiore complessità burocratica". In autunno i vertici confermavano l’interesse per l’area dell’hinterland, e l’obiettivo di "rafforzare la presenza nel milanese riqualificando aree industriali abbandonate e creando posti di lavoro". Sul progetto vignatese e sui campus data le osservazioni di Legambiente, che sottolinea la necessità di "rendere questi impianti neutrali dal punto di vista delle emissioni, recuperando invece che disperdendo il calore prodotto e sfruttando le superfici occupate per impianti da fonti rinnovabili". "Spunti di riflessione e azione condivisibili - sottolinea Gobbi - in linea col lavoro fatto".