I rilievi sul luogo del delitto
I rilievi sul luogo del delitto

Milano, 28 novembre 2020 - Affronterà il processo ordinario in corte d’Assise, prima udienza fissata per l’11 gennaio, Dobrev Damian Borisov, il 23enne di origini bulgare che ha ucciso Carla Quattri Bossi, la nonna 92enne. Il giovane era il nipote adottivo della vittima, il figlio lo aveva preso in affido quando era ancora minorenne.

L’anziana è stata trovata morta il 5 gennaio scorso con una grossa ferita al cranio in una cascina-agriturismo nel quartiere Gratosoglio, alla periferia sud di Milano. Il rinvio a giudizio è stato disposto al termine dell’udienza preliminare davanti al gup Tiziana Gueli e a seguito dell’inchiesta del pm Gianluca Prisco. Stando alle indagini, il giovane, difeso dal legale Angelo Morreale, chiese con insistenza all’anziana, con cui lavorava ormai da più di quattro anni (riceveva vitto e alloggio nella cascina in cambio di piccoli lavoretti di manutenzione), di prestargli poche decine di euro. Al rifiuto dell’anziana di dargli altri soldi, lui con rabbia l’ha aggredita con un barattolo di vetro pieno di marmellata, colpendola alla testa più volte fino a vederla a terra. «Ciao nonna - si legge nel verbale dell’interrogatorio di convalida avvenuto subito dopo l’arresto - mi presti 10 o 15 euro, lei non mi ha risposto, mi ha ignortato ed io a quel punto ho perso il controllo, ero nervoso e l’ho spinta a terra(...) prima l’ho colpita con il pesante barattolo di marmellata che avevo in mano. Non volevo farle male, ma ho avuto uno scatto di nervoso. Dopo ho rovistato nella sua borsa ho preso i soldi che aveva e sono scappato e mi sono recato in un locale, esattamente la discoteca Just Cavalli (...) a ballare spendendo i soldi con delle ragazze". Nella scorsa udienza il procedimento si era fermato per attendere la decisione della Consulta che poi ha respinto la questione, già sollevata da altri giudici di diversi tribunali, sul no al rito abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo previsto da una recente legge.

E si andrà ora, dunque, a processo con rito ordinario in Assise. Nella recenti disposizioni i reti gravi come l’omicidio non hanno più la possibilità di essere celebrati con il rito alternativo che prevede lo sconto di un terzo della pena a cui a volte si sono aggiunti sconti sulle aggravanti.
Il ragazzo bulgaro se la vedrà quindi con la giustizia ordinaria.