La protesta degli agricoltori, trattori in marcia su San Donato: campo base aperto ai cittadini

Prosegue la mobilitazione contro le politiche europee. L’ex ministro Centinaio visita il presidio: “La politica si dia una mossa”

Melegnano, il presidio degli agricoltori sulla provinciale Binasca (Foto Andrea Canali)
Melegnano, il presidio degli agricoltori sulla provinciale Binasca (Foto Andrea Canali)

Melegnano (Milano) – Protesta degli agricoltori, oggi è il 5° giorno di presidio ai margini della provinciale Binasca. La giornata si è aperta, in mattinata, con un nuovo corteo dei trattori, che si sono staccati dal campo-base di Melegnano per sfilare lungo la via Emilia, e arrivare poi a a San Donato, con conseguenti rallentamenti alla circolazione.

La visita dell’ex ministro

I manifestanti hanno inoltre ricevuto la visita dell’ex ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, oggi vicepresidente del Senato, che ha espresso solidarietà nei loro confronti. “Servono proposte concrete, perché l’agricoltura è soprattutto concretezza – ha detto Centinaio  – È positivo che esponenti di partiti diversi siano venuti ad ascoltare gli agricoltori. Tutti devono venire ad ascoltarli”.

“La politica deve muoversi”

“Da persona che, a sua volta, possiede un’azienda agricola noto che a volte, quando si arriva nelle stanze del potere, si assumono decisioni non in linea con le esigenze della categoria. Questo non va bene, la politica deve lavorare nella direzione richiesta dagli operatori del settore", ha concluso l’ex Ministro, che ha anche ricordato l’importanza del made in Italy.

Campo base aperto

Nel pomeriggio, a partire dalle 16, gli agricoltori apriranno il campo-base lungo la Binasca ai cittadini per spiegare nel dettaglio i motivi della protesta. Politiche europee giudicate penalizzanti per l’agricoltura, tasse e concorrenza estera: sono solo alcune delle ragioni della mobilitazione, attraverso la quale si chiede, tra l’altro, di detassare l’Irpef e mantenere anche dopo il 2026 le agevolazioni sul carburante agricolo. I manifestanti chiedono inoltre di vietare l’importazione di prodotti da Paesi, dove i protocolli sanitari sono meno rigorosi di quelli europei, e di contrastare l’ingresso dei cibi sintetici sul mercato.

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