
L’indagine è stata portata avanti dalla Digos di Milano sezione Terrorismo internazionale
MILANO – Prima l’attrazione per lo Stato islamico. Poi la diffusione di video che inneggiavano all’Isis. Al gradino successivo dell’escalation, l’autoaddestramento. Fino a desiderare che l’Italia diventasse una regione del Califfato e a ipotizzare azioni contro i “miscredenti”, incitando al martirio. Sui social, dove cambiava spesso il nome sia per evitare i controlli e sia per scongiurare l’oscuramento dei profili visti i contenuti, era arrivato a definirsi “incubo dei grattacieli“, con chiaro riferimento agli attentati dell’11 settembre 2001. Dietro lo schermo c’era un ragazzo di 16 anni nato in Italia da genitori iraniani, residente nell’hinterland di Milano, che è stato arrestato per propaganda e apologia di terrorismo e addestramento con finalità di terrorismo, aggravate dall’uso del mezzo telematico.

L’indagine, condotta dalla Digos di Milano – Sezione Antiterrorismo internazionale, guidata dal dirigente Antonio Marotta, in stretta sinergia con la Direzione centrale Polizia di prevenzione – Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Milano, è partita dal monitoraggio online. Così sono affiorati i diversi profili social in cui il ragazzo pubblicava contenuti apologetici dello Stato Islamico e di attentati di matrice jihadista ma anche di addestramento e incitamento al martirio, inviando ai suoi follower (centinaia) link diretti a siti di propaganda Isis.
Gli accertamenti sul web sono andati avanti, affiancati a servizi sul territorio, così i poliziotti sono arrivati al sedicenne scoprendo che aveva abbandonato l’originario credo religioso musulmano sciita fino ad abbracciare la causa dello Stato Islamico. Un insospettabile, incensurato, che non aveva mai destato preoccupazioni. Viveva in una famiglia senza problemi di integrazione o economici e andava a scuola. Ma una volta a casa, nella sua stanza, cominciava la sua seconda vita on line. Stando alle indagini, aveva una visione del Califfato “dominatore del mondo“. In più aveva chiesto a una persona che si trovava all’estero il contatto di un referente di Daesh, rendendosi disponibile a immortalarsi in un video in cui effettuava il giuramento di fedeltà a Isis.
Di recente, quando le tensioni tra Iran e Israele sono sfociate in uno scontro, l’adolescente aveva iniziato a mostrare insofferenza per essere costretto a vivere nella terra dei “kuffar”, prospettando anche l’ipotesi di realizzare azioni violente contro i “miscredenti”. L’ultima pericolosa spirale ha spinto a intervenire. Da qui l’ordinanza del gip. Il presidente della Regione Attilio Fontana esterna “grande dispiacere, nel constatare che persone così giovani si facciano coinvolgere in queste assurdità”. E l’Associazione nazionale funzionari di polizia esprime “viva soddisfazione per l’operazione”.