Tecnici e professionali in 4 anni. Tempi stretti, si rischia il flop

Segreterie in affanno per il Pnrr e i prof frenano. Il Gentileschi chiede una proroga, Melzo lancia due indirizzi

Tecnici e professionali in 4 anni. Tempi stretti, si rischia il flop

Tecnici e professionali in 4 anni. Tempi stretti, si rischia il flop

e Valentina Tarantino

Tecnici e professionali in quattro anni anziché cinque. Anche in vista di una specializzazione successiva, dopo il diploma, attraverso gli Its, Istituti tecnici professionali. Mentre Ministero e Regione spingono per una revisione del sistema (il nuovo disegno di legge governativo con l’introduzione del modello 4+2 è stato approvato e sarà calendarizzato in aula a inizio 2024), la prima sperimentazione in arrivo trova scuole molto caute e rischia di essere un flop. Prima di tutto per le tempistiche. Entro il 30 dicembre gli istituti che intendono attivare gli indirizzi quadriennali devono approvare il progetto. "Data infelice – conferma Mauro Agostino Donato Zeni, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Milano – perché in questo periodo le scuole sono ingolfate: ci sono le scadenze del Pnrr da rispettare e le segreterie sono sguarnite. Non dimentichiamo che il 64% delle scuole non ha ancora un direttore dei servizi amministrativi di ruolo".

C’è chi per ora ha scelto di non partecipare, come il tecnico Cattaneo. Sia per le tempistiche sia perché molti dei suoi studenti oggi puntano all’università. E c’è chi spera in una proroga come il Gentileschi, che in passato era stato apripista col quadriennale linguistico, dove ora accanto al percorso quinquennale c’è un intero liceo quadriennale, l’unico statale di Milano dopo il dietrofront del coreutico Tito Livio, che aveva abbandonato la sperimentazione. Il Gentileschi, nel frattempo, ha attivato anche l’opzione quadriennale per l’indirizzo turistico, ma la nuova sperimentazione dovrà attendere. "Abbiamo dovuto fare delle scelte – spiega la preside Licia Gennarelli –: i tempi erano strettissimi e coincidevano con le scadenze delle presentazioni dei progetti per il Pnrr, su Stem e digitalizzazione. Abbiamo deciso di puntare su quelli al momento. Certo che se ci sarà una proroga, che auspichiamo, e sarà possibile presentare la candidatura in primavera ci piacerebbe attivarci e non escludere a priori un nuovo progetto: siamo una scuola propensa alla sperimentazione".

Rilanciare l’offerta formativa – o tentare di farlo – è un imperativo soprattutto per le scuole che andranno incontro a un accorpamento e che stanno facendo i conti con un calo di iscrizioni. Anche per questo l’Ipsia Majorana di Cernusco Sul Naviglio, che, a partire dal settembre prossimo, formerà un polo unico con l’Argentia di Gorgonzola, ha invece deciso di arricchire la proposta didattica con l’introduzione di percorsi quadriennali. Dopo la definitiva approvazione ministeriale, potranno sperimentare il “diploma in quattro anni“ i futuri iscritti di due indirizzi già attivi nella sede coordinata di Melzo: l’Istituto professionale Gestione delle acque e risanamento ambientale e l’Istituto professionale del Made in Italy – Produzioni chimico-biologiche. Mentre nelle altre sedi e per gli altri indirizzi la proposta non è passata al vaglio dei docenti. Come è successo in altre scuole milanesi dove la delibera è arrivata all’ordine del giorno entro i tempi previsti, ma la proposta è stata bocciata. "Tra le preoccupazioni maggiori c’è quella di una possibile perdita dei posti di lavoro – spiega Massimiliano Sambruna Cisl-Scuola Milano –. Abbiamo ricevuto diverse chiamate dai nostri iscritti per chiedere delucidazioni su questo. Anche se non dovrebbero esserci tagli di organico ma una riorganizzazione, molti hanno preferito votare contro per ora".

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