Litigio con un ciclista contromano, tassista aggredito a colpi di catena

"Ho avuto molta paura", racconta ancora sotto choc Pino, tassista di 48 anni che l’altra notte è stato aggredito a due passi da piazzale Loreto, sotto gli occhi terrorizzati della cliente che stava accompagnando a casa di Nicola Palma

La polizia sta cercando di risalire all’aggressore

La polizia sta cercando di risalire all’aggressore

Milano, 10 marzo 2015 - «Pensavo fosse andato via». E invece si era solo fermato qualche decina di metri più avanti. Poi quell’uomo si è avvicinato minaccioso, roteando in aria una catena. «Ho avuto molta paura», racconta ancora sotto choc Pino, tassista di 48 anni associato al 4040 che l’altra notte è stato aggredito a due passi da piazzale Loreto, sotto gli occhi terrorizzati della cliente che stava accompagnando a casa. È proprio il conducente, che dovrà portare per circa due settimane il gesso al gomito destro fratturato, a raccontare quei minuti di paura. È da poco passata l’1.30 di lunedì, il conducente prende una corsa in Centrale per accompagnare una donna in viale Brianza. Tragitto piuttosto breve: partenza dai posteggi di piazza Luigi di Savoia, svolta a destra in via Pergolesi e poi a sinistra in via Venini all’altezza di piazza Caiazzo. Giunti quasi a destinazione, Pino incrocia un ciclista che sta viaggiando contromano nella parte di carreggiata di viale Brianza in direzione sottopasso di via Aporti.

Il tassista si ferma per far scendere la passeggera e lo rimprovera a distanza: «Non puoi andare di qui». L’altro risponde a male parole: «Che c... vuoi?». Pare finita lì. E invece no. «Ho aperto il portabagagli per tirare fuori la valigia della signora – continua Pino – e ho sentito un colpo sulla mano destra: quel ragazzo sotto i trent’anni, probabilmente nordafricano, impugnava una catena da bici ad anelli grossi». La vittima prova a difendersi. Indietreggia. «Sono caduto, ma lui ha continuato a colpirmi alle gambe». Si ferma un motociclista per dividere i due. L’aggressore fugge. Sul posto arrivano una pattuglia della polizia e un’ambulanza, anche se Pino rifiuta le cure: «Ho preferito andare direttamente alla clinica Multimedica in macchina». Ieri mattina il responso: dalle lastre è emersa la frattura del capitello del radio, causata dall’impatto con l’asfalto dopo la scivolata. Oltre il danno la beffa: «Non potrò guidare almeno per 28 giorni», si sfoga il conducente. Che oggi sporgerà denuncia in commissariato. «Milano è una città insicura anche per noi tassisti», attacca Silla Mattiazzi di Uiltrasporti, che incalza ancora una volta le istituzioni sull’installazione delle telecamere a bordo delle auto bianche. Del resto, solo qualche mese fa, alla vigilia di Natale, un altro conducente, Oreste Caselli, era stato aggredito da un passeggero solo per aver dichiarato la sua fede interista. E in quel caso erano state decisive le immagini registrate dall’occhio elettronico montato nell’abitacolo.

nicola.palma@ilgiorno.net

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