Milano, più sicurezza: carabinieri a scuola di taser

Con la pistola elettrica nella fondina: via all’addestramento

Un carabiniere armato di taser
Un carabiniere armato di taser

Milano, 28 agosto 2018 - Una scarica elettrica di 5 secondi. Una scossa che agisce sul sistema neuromuscolare e provoca contrazioni a chi viene colpito, facilitandone l’immobilizzazione. È l’effetto del taser X2, la cosiddetta “pistola elettrica” che da qui a fine anno potrebbe entrare nella dotazione delle forze di polizia.

Dopo il via libera del Viminale a luglio, ieri primo giorno di corso per coloro che la sperimenteranno nei prossimi 3 mesi, vale a dire carabinieri, poliziotti e finanzieri di stanza in una dozzina di province italiane. Anche a Milano è partito l’addestramento: alla caserma Montebello, 30 militari del Radiomobile, il pronto intervento dell’Arma, ne stanno studiando modalità di utilizzo ed effetti. «Un’arma in piena regola», spiegano gli istruttori del Centro perfezionamento tiro. Un’arma concepita come ulteriore strumento «di graduazione della forza prima dell’eventuale uso dell’arma da fuoco», chiarisce il comandante provinciale Luca De Marchis. Caso di scuola: una persona armata di coltello in stato di alterazione. Lo spray al peperoncino non basterebbe, la pistola darebbe una risposta sproporzionata. Il taser sta a metà strada: consente di stordire l’individuo (fino a 7,6 metri) per bloccarlo in sicurezza. Come funziona? Il carabiniere o l’agente di turno lo estrae dal cinturone, mostrandolo a colui che gli sta davanti (il colore giallo è stato scelto per non fare confusione con l’arma d’ordinanza); se l’altro non si arrende, l’operatore può compiere un ulteriore atto di pre-utilizzo, azionando la scarica a distanza per far capire all’offender che sta per adoperarlo. Nella peggiore delle ipotesi, arriva la scossa: la pressione sul grilletto fa partire due dardi, piccoli uncini che si ancorano agli abiti e danno la scarica.

L’indicazione è quella di colpire preferibilmente alla schiena, comunque lontano da testa e torace. Sì, perché, nonostante la pistola elettrica sia utilizzata da anni in decine di Paesi, il dibattito sui suoi effetti resta aperto nella comunità scientifica: ci sono ricerche che parlano di rischi residuali, altre che riferiscono di casi più frequenti di fibrillazione ventricolare nei soggetti colpiti. in Italia verrà utilizzato con la massima cautela possibile; senza dimenticare che ogni volta verrà richiesto l’invio di personale del 118. Inoltre, il taser è dotato di un software che ne registra i movimenti, una scatola nera «a tutela di operatori e cittadini». Ultima nota: l’assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato ha fatto sapere che la Regione inoltrerà al Viminale la richiesta di poter dotare di “pistola elettrica” pure gli agenti della polizia locale.

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