Studenti in una foto d'archivio
Studenti in una foto d'archivio

Milano, 13 settembre 2018 - È suonata. La prima campanella dà il via all’anno scolastico 2018/2019, il primo - da 16 anni a questa parte - a registrare un calo di studenti: saranno 1.188.580 in Lombardia, il - 0,27% rispetto al 2017/2018, dopo anni in attivo in cui la popolazione scolastica era via via cresciuta da 1.011.173 nel 2002 a 1.191.757 lo scorso anno. Si inverte rotta. «Colpa del calo demografico», spiegano gli Uffici scolastici regionali, fotografando - numeri alla mano - la scuola lombarda e le nuove sfide, dall’uso delle tecnologie all’internazionalizzazione. Aumenta la presenza di alunni di origine straniera nelle scuole, lo scorso anno in lieve diminuzione. Per quanto riguarda i nuovi ingressi, nelle prime elementari sono 5.539 in tutta la regione (erano 5.149); in totale sono 192.952 con cittadinanza non italiana . Il dato è in crescita anche a Milano con 79.070 alunni stranieri, rispetto ai 75.643 dello scorso anno, di cui 2.815 primi ingressi. «La scuola lombarda è accogliente, inclusiva, aperta al mondo – ha sottolineato il direttore Delia Campanelli – Il tetto del 30% in classe in alcune zone non è proponibile. Lavoriamo sulle progettualità e stiamo esportando modelli».

Per la prima volta è stata fotografata la dispersione scolastica in Lombardia, anche se il fenomeno tende a essere ancora sfuocato perché anagrafe nazionale e regionale non sono collegate. Secondo i dati Istat, in Lombardia il 12,7% dei giovani fra i 18 e i 24 anni è sparito dal sistema scolastico. L’Ufficio regionale ha analizzato anche il rischio di dispersione mettendo a confronto il 2015/2016 e il 2016/2017 per quantificare l’abbandono: nella scuola media 2.007 studenti hanno lasciato la scuola statale, nel passaggio fra medie e superiori sono 1.360, nella scuola superiore sono 15.438 studenti, il 4%.

Le scuole riaprono grazie ai reggenti e anche qui si sfiora un altro record storico dall’ultimo concorso: sono 108 su 333 a Milano le scuole senza un dirigente effettivo. Vanno in reggenza anche storici istituti, fra cui la Quintino Di Vona e il Marignoni Polo, che saluta il preside Pietro De Luca, che va in pensione. Molti si erano fatti avanti per guidare l’ Istituto dei ciechi di via Vivaio, dopo l’incarico al Miur di Amanda Ferrario, ex preside anche al Tito Livio. In via Vivaio va Laura Lucia Corradini, a guidare il Tito Livio è il preside del Beccaria, Michele Monopoli. I reggenti sono stati scelti in base alla vicinanza, all’ordine di scuola e all’età; in alcune scuole senza candidati è stata necessaria la nomina d’ufficio. Il capitolo si è chiuso per tempo per avviare la macchina, ma anche ieri altri sei dirigenti sono stati sostituiti in corner. E si continua a lavorare per coprire le ottomila cattedre vacanti in Lombardia. Serviranno circa 3.500 supplenti a Milano. «Il problema quest’anno è stato aggravato dal via libera alla mobilità anche sul sostegno», non nascondono da via Polesine: le domande di trasferimento sono quasi raddoppiate.

Sul sostegno a Milano l’organico è sempre in aggiornamento: la prossima settimana gli uffici aggiungeranno - ai già quattromila posti in attesa di supplenti - altri posti in deroga per rispondere alle esigenze dei 13.281 bimbi con disabilità.