Milano, la studentessa salvata dal tassista: “Ora parlo nelle scuole e dico: occhi aperti per strada”

Margherita de Pompeis, 21 anni, aveva denunciato un tentativo di violenza. Oggi è una volontaria dell’associazione Scarpetta rossa

La denuncia su TikTok della ragazza salvata dal tassista

La denuncia su TikTok della ragazza salvata dal tassista

Due mesi fa il suo video diventava virale su TikTok. Seguita in pieno centro, a Milano, da due ragazzi "incappucciati", si è salvata grazie a un tassista che l’ha fatta salire in auto accompagnandola a casa. "Ho rischiato di essere violentata", ricorda Margherita de Pompeis, studentessa 21enne di Relazioni internazionali alla Statale, che quella notte, una volta al sicuro, ha reagito postando un filmato nel quale, in lacrime, raccontava la sua esperienza mettendo in guardia le altre persone. Ha sporto denuncia in Questura. E ora, con l’associazione Scarpetta rossa, parla ai ragazzi delle scuole: "Non date mai nulla per scontato e tenete sempre gli occhi aperti". Nel frattempo il suo video ha raggiunto quasi 8 milioni di visualizzazioni.

Come sta, a distanza di due mesi?

"Meglio. Ma è stato uno choc che ha sconvolto la mia vita e cambiato le mie abitudini: ora non esco senza lo spray al peperoncino e soprattutto non cammino più da sola di notte, neppure per un tratto brevissimo. Invito tutti a fare lo stesso, perché non si sa mai chi si può incontrare. Dopo aver pubblicato il video ho ricevuto centinaia di messaggi di persone che mi raccontavano di essere state vittime di molestie o di rapine in strada. Prima di questo episodio, io non pensavo mi sarebbe mai potuta capitare una cosa del genere".

Può raccontare cosa le è successo?

"Era passata da poco la mezzanotte, tra il 15 e il 16 ottobre. Io stavo camminando in corso Monforte dopo essere uscita da casa di una mia amica (ed ero al telefono con lei, per sicurezza), diretta a casa mia, distante meno di un chilometro. Al semaforo all’angolo con via Donizetti ho visto due ragazzi sui 25 anni, con dei cappucci in testa. Erano dall’altro lato della strada. Non ci saremmo incrociati se avessero proseguito per la loro direzione ma purtroppo mi hanno “puntata”: mi guardavano e parlottavano, ho avuto l’impressione mi schernissero. Poi sono venuti verso di me. Io tremavo, sono andata in iperventilazione. Non sapevo cosa fare, d’istinto ho fatto un gesto per farli allontanare, dicendo “Per favore, no”. Ma uno dei due ha attraversato venendomi incontro mentre l’altro è rimasto a controllare a distanza. Io avrei solo potuto scappare verso piazza San Babila, ma chi avrei trovato a quell’ora?".

Ed è comparso il tassista?

"Sì, è stato provvidenziale. Si è fermato al semaforo rosso e ha subito capito che mi trovavo in difficoltà, notando che uno di quei due mi era quasi addosso. Mi ha detto “Le serve aiuto? Salga in macchina”. Poi mi ha accompagnata a casa, raccontandomi di aver aiutato una ragazza anche il giorno prima, a Porta Venezia, per lo stesso motivo".

Ora parla agli studenti, nelle scuole...

"Sì. Insieme ad Aurora Fiameni (la migliore amica di Sofia Castelli, la ragazza uccisa lo scorso luglio dal suo ex fidanzato, ndr) collaboro con l’associazione Scarpetta rossa. Voglio trasformare questa brutta esperienza in qualcosa di positivo: vorrei che quanto capitato a me servisse a incrementare i controlli e spronasse tutti a tenere gli occhi aperti. Restare sempre in compagnia, soprattutto se si esce di sera tardi, può fare la differenza".

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