Milano, Stella di David sulla casa: la Procura chiede l’archiviazione. La prof: “Gesto gravissimo che rimarrà impunito"

Niente telecamere, indagini vane. La professoressa ebrea, presa di mira dal murale, non si opporrà all’istanza: “Ringrazio comunque i carabinieri”

L’autore della stella di David dietro il muro di casa di un’insegnante italiana di origine ebraica sembra destinato a rimanere un fantasma. Le indagini dei carabinieri non sono riuscite al momento a risalire alla sua identità, anche perché c’era davvero poco margine di manovra per gli approfondimenti investigativi: le telecamere di videosorveglianza sono presenti solo all’ingresso del condominio in cui vivono un centinaio di famiglie nella prima periferia est della città; e di conseguenza, premesso che non sono state notate presenze sospette in quei giorni, era oggettivamente complicatissimo, per non dire impossibile, capire quale inquilino abbia preso di mira la donna e la sua famiglia.

Nei giorni scorsi , la docente ha ricevuto dalla Procura l’atto che la informa della richiesta di archiviazione dell’inchiesta al gip: i reati contestati sono quelli di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e di imbrattamento.

La cinquantunenne, che abbiamo sempre chiamato Francesca per garantirne l’anonimato, fa sapere al Giorno che non si opporrà all’istanza dei pm, pur avendone facoltà: "So che i carabinieri hanno fatto tutto il possibile, sono stati gentilissimi e molto professionali, e li ringrazierò sempre per questo – premette la donna –. Tuttavia, mi resta l’amarezza per un gesto estremamente grave che resterà impunito".

Francesca aveva scoperto l’ignobile graffito con un pennarello rosso nel pomeriggio del primo novembre, nel pieno delle polemiche sull’offensiva israeliana a Gaza seguita al sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre: "Attorno alle 16 – rivelò quel giorno – stavo conversando con un vicino di casa sul pavimento da cambiare nei corridoi comuni e all’improvviso ho notato quella scritta sul muro, poco sopra i bidoni dell’immondizia. All’inizio ho pensato a qualche vandalo, ma poi mi sono avvicinata meglio e ho visto chiaramente la stella di David e il numero del mio interno".

Poco dopo, la cinquantunenne aveva chiamato il 112, facendo scattare gli accertamenti dei carabinieri: "Quella scritta mi ha spaventato tantissimo: ho paura per me, per mio marito e per le mie figlie. Questa persona sa bene dove vivo con la mia famiglia: non so se sia stato uno scherzo di cattivo gusto o l’opera di una persona disturbata o di un estremista, ma in ogni caso mi ha terrorizzata – aveva spiegato –. Ho provato una sensazione di paura e incredulità. Non è come bussare a una porta e scappare. L’autore ha pensato bene a quello che stava facendo e ha scritto sul muro con un pennarello, rischiando anche di essere scoperto da qualcuno. Per dire a tutti: “Qui abita un’ebrea”".

A distanza di due mesi , gli inquirenti hanno preso atto dell’impossibilità di identificare colui che ha disegnato la stella a sei punte e il numero dell’interno in cui abita Francesca. "Da quel giorno – spiega oggi la donna – non sono per fortuna capitati altri episodi del genere, anche se non nascondo che ogni volta che vado a buttare la spazzatura alzo lo sguardo per controllare che non ci siano graffiti simili a quello. E quando incrocio un inquilino in corridoio o in ascensore, mi capita a volte di pensare tra me e me “Sarà mica stato lui?”".

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