DAVIDE FALCO
Cronaca

Sotto le bombe morirono in 60 Ed Hemingway prestò soccorso

Da Bollate a Castellazzo per non dimenticare: un murale, rose bianche, letture, emozioni .

Sotto le bombe morirono in 60  Ed Hemingway prestò soccorso

Sotto le bombe morirono in 60 Ed Hemingway prestò soccorso

di Davide Falco

Partecipazione, letture ed emozioni. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato la passeggiata di martedì. Una camminata da Bollate a Castellazzo per commemorare le vittime dello scoppio della fabbrica Sutter & Thevenot, avvenuta nel 1918, che sorgeva sul territorio castellazzese e dove persero la vita più di sessanta persone. L’esplosione fu talmente forte che il numero preciso delle vittime non è mai stato confermato, potrebbero essere state molte di più. Della fabbrica ora è rimasta solo la cabina elettrica, dove nel 2018 l’artista Ale Senso ha realizzato un murales in ricordo delle vittime e dove l’assessore alla Cultura Lucia Albrizio ha depositato delle rose bianche.

Il momento è poi continuato con la lettura del paragrafo "la corsa, la pietà", tratto dal racconto del bollatese Davide Settembre "Cinquantadue rose di polvere", ispirato allo scoppio della polveriera, vincitore del premio di letteratura nazionale Alda Merini di Imola nel 2020. Cinquantadue si riferisce al numero delle donne morte nel tragico scoppio della polveriera. "È bene che si tengano questi eventi commemorativi per non dimenticare una tragedia che per troppi anni è finita nel dimenticatoio. Le sopravvissute infatti tendevano a non parlare del fatto quasi a volerlo rimuovere ed esorcizzare. Inoltre la notizia fu praticamente nascosta, con l’intento di non mostrare le debolezze dell’esercito italico. Inutile dire che ho provato grande soddisfazione e un pizzico di emozione. Scrivere un racconto storico non è certamente facile perché si rischiano anacronismi e ci vuole molto “olio di gomito”. Sono dovuto andare in quei luoghi spesso per immedesimarmi nei personaggi ed immaginare i luoghi a quei tempi, ad esempio ho dovuto studiare come si fabbricava una bomba, quali erano i ruoli e le gerarchie nella fabbrica", spiega Settembre.

Sono stati ricordati anche due grandi personaggi che hanno avuto a che fare con la Polveriera: il primo è Ernest Hemingway, ai tempi non ancora famoso e volontario della Croce Rossa, che andò in soccorso durante la tragedia. Da questa esperienza, scrisse 14 anni dopo il racconto "Una storia naturale dei morti". Il secondo è Luca Comerio, grande fotografo (sue le fotografie in bianco e nero nella pagina) che andò a fotografe la vita all’interno della fabbrica, gli ambienti e le operaie al lavoro.