Sicurezza, sempre più ragazze praticano arti marziali: quasi raddoppiate le lombarde iscritte a judo

Milano, boom legato anche all’alto numero di aggressioni in strada. L’istruttore: importante conoscere il proprio corpo in situazioni di pericolo

Sempre più ragazze frequentano corsi di autodifesa in Lombardia

Sempre più ragazze frequentano corsi di autodifesa in Lombardia

Dopo la pandemia è cominciato l’aumento di iscrizioni di ragazze milanesi ai corsi di autodifesa. E non solo. In Lombardia nel 2021 la Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali) ha registrato 437 iscrizioni, che l’anno successivo sono salite a 701, per toccare nell’anno appena finito il numero record di 786 nuove “matricole“. E il karate è una delle arti marziali più praticate, dopo il 2020, perché conta 363 registrazioni. Nei due anni successivi si è verificata anche in questo caso una crescita, dalle 491 donne nel 2022 alle 607 l’anno dopo. Fatica di più, ma è pur sempre in crescita tra le giovani leve, il jujitsu che partendo da 13 iscrizioni nel 2021, è salito a 18 nel 2022 e a 19 iscritte nel 2023.

I motivi dell’aumento di matricole femminili? Con tutta probabilità, stando alla voce degli addetti ai lavori, allenatori, referenti delle federazioni e iscritte, è dovuto all’alto numero di aggressioni in strada (e relativi racconti su giornali, tv e web) a Milano. A dimostrare l’escalation di casi i dati sul 2022 diffusi dal Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. Nell’analisi si osserva che Milano resta al primo posto per denunce di reati. Rispetto al 2019 si è verificata una crescita percentuale del 2,5%. E per quanto riguarda la violenza sessuale, la metropoli si posiziona al quarto posto in Italia con 18,2 denunce ogni 100mila abitanti. Numeri preoccupanti. All’attenzione delle istituzioni, visto che il questore Giuseppe Petronzi nel discorso per il 171° anniversario della fondazione della Polizia di Stato ha evidenziato che in un anno ci sono stati 400 reati di carattere sessuale, oltre ai 380 casi di stalking e 550 di maltrattamenti in casa.

Moreno Ragosa, maestro di judo nella palestra di via Felice Casati 32. Insegna da 40 anni; l’amore per quest’arte marziale per lui inizia da giovane, nel 1973, con il maestro giapponese Takero Kurihara, fino al 1980. Quell’anno si trasferisce nella palestra Yamato Milano dal maestro Roberto Ghetti. La sua carriera comincia nel 1986 quando si arruola nel terzo reparto mobile della Polizia di Stato (Gruppo sportivo delle Fiamme Oro giovanile) con il ruolo di addestrare i colleghi alla difesa personale. Nel frattempo insegna ai bambini e ai ragazzi con l’aiuto di suo cugino Matteo Simonit. Da meno di un anno Moreno collabora con la onlus Donne Vive tenendo corsi di difesa personale.

Nell’ultimo periodo c’è stato un aumento dei femminicidi, questo sport può dare una sicurezza in più e aiutare a difendersi dalle molestie?

"Credo che la difesa personale sia tra le discipline migliori alle quali si possa approcciare in un momento come questo, dove purtroppo ci sono tanti casi di cronaca nera. Il judo è molto utile perché una giovane praticante può sviluppare quelle capacità di prevenzione ritenute un salvavita come l’attenzione, la gestione dello spazio, la rapidità, la forza, la lucidità di analizzare un gesto in una frazione di secondo".

Ha un aneddoto che l’ha colpito profondamente?

"Ho un aneddoto, anche se trasportato su una figura maschile, su uno dei miei maestri che ho incontrato in polizia, Giorgio Ciampi (morto il 26 novembre 2023, ndr ). Quando si congeda dal suo incarico, apre una gioielleria e subisce nel negozio una rapina. In quella situazione ha messo in atto ciò che ha imparato dal judo; riuscendo a fare una sorta di strangolamento e a bloccare entrambi i rapinatori, pur essendo uno di loro armato di pistola. Alla fine riesce a consegnare i malviventi ai suoi ex colleghi agenti. Fino all’ultimo giorno della sua vita lui si trovava sul tatami con i suoi bambini".

Secondo la tua esperienza di maestro, negli ultimi anni c’è stato un aumento di iscrizioni da parte delle ragazze?

"Sì, è uno sport molto ricercato in questi momenti anche dalle ragazze, addirittura dalle bambine, che magari iniziano con questa disciplina per poi intraprendere la difesa personale. L’obiettivo dei miei corsi consiste nel far vivere alla donna la consapevolezza di avere un corpo allenato. Il judo è un viaggio introspettivo che ha come fine di far conoscere a queste donne il proprio corpo e la propria mente in una situazione di stress e di pericolo. Non sempre chi pratica difesa personale ha già avuto a che fare con un’arte marziale. Di conseguenza deve allenarsi a un gesto tecnico, facendo conoscere cosa sia il contatto fisico con l’altro che potrebbe essere “amico” o “avverso”".

Quali sono i valori che il judo trasmette?

"I valori che ispirano Jigoro Kano, il fondatore del judo, sono all’interno del Metodo Judo Kodokan che si basa su questo pensiero: “Se parto dall’educazione dei bambini giapponesi attraverso una disciplina così importante e completa, proprio alla ricerca di un equilibrio corpo, mente e cuore, forse avrò un Giappone migliore”. Penso che questa ideologia si estenda completamente al mondo intero. L’essenza di questa disciplina viene racchiusa nel saluto che assume un duplice valore: l’educazione e il rispetto".

Perché è importante praticare questo sport?

"Il judo è un’attività molto completa perché consiste nella lotta in piedi e in quella a terra e lo stesso concetto avviene nella difesa personale mantenendo il controllo. Nei miei corsi mi ispiro anche alla mia esperienza di atleta e di insegnante. Mi emoziona, perché io sono entrato in quel dojo quando il mio maestro Roberto Ghetti indossava quella che oggi è la mia cintura. In particolar modo, mi emoziona ricordare quando sono stato promosso a cintura nera sesto dan nel 2010. L’ho dedicata a mio padre perché in quell’anno era scomparso. Lui è stato uno di quelli che mi ha avvicinato sostenendomi durante questo mio percorso".

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