L’occupazione del liceo Severi Correnti: le telecamere interne non hanno ripreso la devastazione

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per il raid durante l’agitazione. La dirigenza della scuola dovrà stilare l’inventario

Gli striscioni esposti durante l’occupazione dell’istituto

Gli striscioni esposti durante l’occupazione dell’istituto

Milano – Invasione di edificio e danneggiamento, sono i reati ipotizzati dalla Procura nel fascicolo aperto contro ignoti dopo l’occupazione del liceo Severi-Correnti. Tre giorni, durante i quali, tra computer e monitor nuovi buttati nella pattumiera, impianto di videosorveglianza distrutto, estintori svuotati nelle aule, il bilancio provvisorio è stato di migliaia di euro di danni. C’è un versante giudiziario che completa la vicenda del liceo. Il procuratore capo Marcello Viola ha affidato il fascicolo al pm Leonardo Lesti. Stando a quanto confermato dalla Procura, non ci sono sequenze riprese dalle telecamere che possano restituire la verità oggettiva su quanto successo. I prossimi passi sono legati agli allegati che dovranno essere consegnati dalla direzione scolastica.

Quindi i vertici dell’istituto Severi-Correnti dovranno fare un inventario delle cose mancanti e di quelle che sono state danneggiate. Solo dopo, quando sarà chiaro il quadro di quello che è successo e di quello che è stato danneggiato, la Procura potrà procedere alla qualificazione del reato e alla conta dei danni. Gli studenti hanno riconsegnato le chiavi a un rappresentante studentesco la notte del terzo giorno, con un messaggio per la preside in cui davano la colpa a "ripetuti attacchi" da parte di imprecisati "infiltrati esterni" che li avrebbero costretti alla fuga. Alla conta dei danni, l’indomani, si è presentata solo una di loro, una ragazza del collettivo. Poi, dopo che 500 tra altri alunni, genitori e docenti lunedì hanno ripulito la scuola che loro avevano riconsegnato inagibile, hanno prodotto un testo in cui hanno ribadito che le loro "intenzioni non erano in alcuna misura di devastare e vandalizzare la scuola", respingendo come "assolutamente falsa" l’ipotesi di "un utilizzo degli estintori per rendere la scuola inagibile" e "saltare ulteriori giornate scolastiche".

Hanno minimizzato l’entità dei danni che sarebbe stata "estremamente ingigantita dalla stessa preside". In sostanza, i liceali che hanno occupato il Severi Correnti dal 30 gennaio al 2 febbraio si solo autoassolti, sostenendo di avere anzi provato a pulire e a tutelare la scuola.

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