LAURA LANA
Cronaca

Sesto: morto Germano Cionna, una vita spesa per i diritti civili

Con Renato Colli sono stati la prima coppia a iscriversi al registro delle coppie di fatto, nel 2013 e a unirsi civilmente nel 2016 con una cerimonia pubblica

Il matrimonio civile tra Germano Cionna e Renato Colli

Il matrimonio civile tra Germano Cionna e Renato Colli

Sesto San Giovanni (Milano), 19 settembre 2023 – È un abbraccio immenso quello in cui si sono stretti i sestesi oggi pomeriggio, 19 settembre, per l’ultimo saluto a Germano Cionna nella chiesa di via Fogagnolo.

Classe 1941, originario di Ancona, Germano insieme a Renato Colli è stato il simbolo dei diritti civili, della battaglia per ottenerli, dell’impegno a 360 gradi. “È stato soprattutto un simbolo di amore”, dicono tutti quelli che hanno avuto l’onore di conoscere questa coppia, la prima a iscriversi nel registro cittadino delle unioni civili nel 2013 e la prima, nel 2016, a unirsi civilmente in tutto il Nord Milano. “Loro sono i RenGer, la coppia più bella del mondo”, dice Alexandra. Insieme sessant’anni, nella vita e sul lavoro. Per anni, sempre insieme, hanno gestito una lavanderia di viale Matteotti. Amici de I Sentinelli, di associazioni come l’Anpi e l’Aned, erano stati tra i firmatari della lettera che aveva chiesto a Michele Foggetta di candidarsi per il centrosinistra.

“È difficile scrivere un addio a Germano, perché è difficile parlare solo di lui – confessa Foggetta -. Se parli di Germano finisci a parlare di Renato e viceversa. Li ho conosciuti insieme e li ho visti sempre insieme. Ancora adesso, ne sono certo, quando chiunque incrocerà Renato vedrà la mano di Germano”. Germano e Renato si erano conosciuti quando erano ventenni, al Rondò, sotto la pensilina mentre andavano a lavorare. Renato prendeva il tram per andare a Monza e Germano stava dall’altra parte per andare a Milano. Entrambi arrivavano 5 minuti prima solo per scambiarsi qualche sguardo. Un mese per parlarsi, per poi non lasciarsi mai più: a fare il primo passo Renato, il più sfacciato. Il primo appuntamento all’arena estiva del Cinema Rondò. “L’amore che lega zio Germano e zio Renato non ha confini. Da quando sono nata, l’uno non c’era senza l’altro. Che battibecchi! E che risate! Uno, zio Germano, tranquillo, pacato, sorridente, ironico da stendere. L’altro, zio Renato, una forza della natura, creativo, espansivo, sempre in prima linea per le questioni più scottanti – racconta Anna De Luca -. Continuerò a sentire questo amore, conquistato, difeso da tutti e tutto. Un amore che tanti invidiano e per tanti un esempio. Un amore così grande che sarà per sempre come vi siete promessi”. La convivenza dal 1982, per 30 anni in un condominio di via Rovani. Il Comune sestese fu uno dei primi a istituire il registro delle unioni civili nel giugno 2013 per riconoscere i diritti delle persone conviventi e non sposate. “Siamo stati i primi a fiondarci per l’iscrizione. Per i diritti aspettiamo la legge Cirinnà. Ma qualcosa è cambiato. Ci sentiamo più sicuri, abbiamo avuto più certezze. Tante persone ci hanno aperto le loro porte, dopo aver saputo della nostra scelta. Questo registro ci ha dato legittimità”, aveva raccontato a Il Giorno la coppia.

La grande festa per celebrare i 50 anni insieme con 190 invitati tra amici e parenti, poi la partecipazione alla festa che per tre anni, ogni 14 febbraio, era stata organizzata dall’amministrazione in Villa Visconti d’Aragona per le coppie iscritte al registro. E nella stessa dimora storica nell’agosto 2016 la coppia disse ufficialmente “sì” nella prima unione civile di Sesto e di tutto il Nord Milano. Un traguardo importante, raggiunto dopo 51 anni insieme, fatto di tante tappe che era diventato, ancora una volta, un impegno civile per gli altri.

“Inizialmente avevamo pensato di celebrare in forma privata, ma poi ci è stato chiesto di renderla pubblica – avevano raccontato -. Abbiamo accettato per mandare un messaggio ai giovani, quello di non aver paura a mostrarsi perché il mondo è pronto e noi ne siamo la prova vivente”. Insieme dal 1965, quando Renato fermò per la prima volta Germano, dopo non averlo visto per qualche giorno alla fermata del Rondò. “Io non lo so dove vanno le persone che muoiono, ma so dove restano e Germano è sicuramente lì con te”, la dedica dell’amica Concetta Longo.