ROBERTA RAMPINI
Cronaca

Serio, socievole e appassionato: "Il dono degli organi non sorprende. Era sempre pronto ad aiutare"

Alessio Moroni, il ventenne di Vanzago morto nell’incidente di via Mattei, nel ricordo di un’insegnante. Il datore di lavoro alla Everience: "Era in pausa pranzo, andava a comprare qualcosa da mangiare".

Serio, socievole e appassionato: "Il dono degli organi non sorprende. Era sempre pronto ad aiutare"

Serio, socievole e appassionato: "Il dono degli organi non sorprende. Era sempre pronto ad aiutare"

Una giovane vita e un futuro brillante stroncati in un maledetto attimo. "Alessio era un informatico ‘di razza’, ha iniziato a lavorare da noi facendo un tirocinio extracurriculare, si è subito distinto per le sue competenze professionali, il suo carattere allegro e la sua passione. Dopo il diploma lo abbiamo assunto con un contratto a tempo indeterminato", racconta Andrea Rota, direttore generale della Everience spa di Rho. È qui che lavorava Alessio Moroni, 20 anni di Vanzago, morto mercoledì in un incidente stradale in via Mattei. Appassionato di robotica, moto e motori. E soprattutto generoso, "non mi ha sorpreso sapere che era un donatore di organi. Ne avevamo parlato in classe, ma non mi aveva detto che avesse fatto questa scelta. Era sempre disponibile con i suoi compagni di classe, li aiutava", commenta Silvia Pizzi, che è stata la sua professoressa di laboratorio d’informatica all’istituto tecnico Cannizzaro di Rho.

Ricordi, dolore e sgomento, all’indomani della tragica morte del 20enne. E nuovi dettagli su quanto è successo. "Era in pausa pranzo, ha inforcato la sua moto per andare a comprare qualcosa da mangiare. Alle 15 non era ancora rientrato e ci siamo preoccupati. È stato in quel momento che abbiamo saputo da alcuni articoli sul web del terribile incidente stradale. Sono andato in via Mattei e ho riconosciuto subito il suo casco e la sua moto sull’asfalto – racconta Rota –. Oggi (ieri, ndr) per noi è un giorno di lutto". Il giovane viveva a Vanzago con i genitori e una sorella più piccola, aveva iniziato a lavorare alla Everience come tecnico di supporto mentre frequentava l’ultimo anno dell’istituto tecnico informatico. A giugno 2022, dopo il diploma, l’assunzione. Faceva lo sviluppatore informatico a volte si recava dai clienti, alcuni giorni lavorava in smart working, mercoledì mattina aveva lavorato in sede. Alle 12.30 ha salutato i colleghi dicendo che sarebbe andato all’Esselunga a comprare qualcosa per il pranzo.

Dieci minuti dopo il tragico destino: viaggiava in sella alla sua Suzuki Drz 400 in direzione di corso Europa quando, all’altezza della via Fermi, si è scontrato con una macchina impegnata nella svolta a sinistra. Un impatto violento che non gli ha lasciato scampo: è morto poco dopo all’ospedale Niguarda. La donna alla guida dell’auto, una 62enne di Vanzago, illesa ma sotto choc, è stata sottoposta all’alcoltest con esito negativo. Nelle scorse ore a conclusione delle indagini della polizia locale è stata indagata per omidicio stradale.

Alessio era molto conosciuto a Vanzago, ma anche a Rho dove frequentava ancora qualche ex compagno del Cannizzaro. "L’ho avuto in classe per 5 anni, si è subito appassionato alla robotica, ha fatto tante gare a livello nazionale, siamo andati insieme a Firenze, Roma e durante i viaggi mi raccontava delle sue gite in moto – continua la professoressa Rizzi – negli anni del Covid oltre alle lezioni in videochiamata, il sabato sera con lui e altri compagni giocavamo, per stare insieme, per farci compagnia. E lui era sempre presente". Alessio aveva aperto insieme al papà un canale YouTube dedicato all’automotive e alla mobilità sostenibile. In un video mostra la sua uscita sul Mottarone proprio in sella alla Suzuki Drz 400, la stessa dell’incidente mortale. Alessio l’aveva comprata probabilmente con i soldi dei primi stipendi. "Prima aveva un 125 Yamaha, mi ricordo com’era contento quando è riuscito a comprare una moto più grande – conclude Rota – ma era sempre molto prudente. Ho visto la sua moto dopo l’incidente, non era distrutta, vuol dire che non andava veloce, ma purtroppo non è bastato".

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