NICOLA PALMA
Cronaca

Biciclette come motorini. Maxi controlli sui rider: consegne a 70 all’ora. Sequestrate 54 e-bike

Verifiche dei carabinieri sulle bici a pedalata assistita tra Darsena e Castello. Fuorilegge l’80% dei veicoli passati al setaccio. Sanzioni per 378mila euro.

Verifiche dei carabinieri sulle bici a pedalata assistita tra Darsena e Castello. Fuorilegge l’80% dei veicoli passati al setaccio. Sanzioni per 378mila euro.

Verifiche dei carabinieri sulle bici a pedalata assistita tra Darsena e Castello. Fuorilegge l’80% dei veicoli passati al setaccio. Sanzioni per 378mila euro.

I picchi di velocità farebbero invidia pure al miglior Tadej Pogacar su un falsopiano del Tour de France. Con tre differenze sostanziali. La prima: il fuoriclasse sloveno corre così veloce senza "aiutini" tecnologici, mentre i rider che percorrono in lungo e in largo la città vengono spinti da motorini elettrici potenziati. La seconda: il nuovo Cannibale punta al quarto successo nella corsa a tappe più prestigiosa al mondo (con relativo montepremi), mentre i ciclofattorini sprintano soltanto per guadagnare qualche euro in più a temperature proibitive. La terza: i campioni del ciclismo circolano su percorsi chiusi al traffico, mentre i forzati delle due ruote attraversano incroci e piste riservate in pieno centro come se fossero motorini, mettendo in pericolo la propria incolumità e quella degli altri utenti della strada. Un rischio tutt’altro che calcolato che i pony express del Terzo millennio sono disposti ad accollarsi per coprire a tempo di record distanze chilometriche e incrementare paghe che spesso non superano le poche decine di euro al giorno.

Un rischio che, d’altro canto, va il più possibile limitato, per evitare incidenti sempre più frequenti. È proprio per questo che nelle ultime ore i carabinieri dell’aliquota Infortunistica del Nucleo Radiomobile, supportati dai colleghi della Compagnia Duomo e del Terzo Reggimento Lombardia, hanno passato al setaccio le bici a pedalata assistita intercettate venerdì pomeriggio in piazzale Cantore e nelle stesse ore di sabato in piazza Castello. I risultati delle verifiche, rese possibili da una sorta di rampa messa a disposizione da ministero dei Trasporti e Motorizzazione, dicono che circa l’80% delle e-bike è risultato fuorilegge: 54 su 71 sono state giudicate non idonee e sequestrate; di queste, 51 appartenevano a rider in servizio per le più note app di delivery. In sintesi, i mezzi sono stati posizionati su un banco di prova per accertarne la potenza: il record è stato stabilito da una due ruote che ha raggiunto l’asticella dei 70 chilometri orari, il massimo misurabile dalla strumentazione. Com’è possibile? Semplice: esistono kit specifici che consentono di "sbloccare" le e-bike, dotate di un motore che si disattiva automaticamente quando si smette di pedalare o quando si raggiunge la velocità consentita di 25 chilometri orari.

I cosiddetti "tuning", che permettono di incrementare oltre il lecito le prestazioni, si reperiscono facilmente on line. Chi le commercia "in chiaro" aggiunge al catalogo di prodotti un’avvertenza che suona più o meno così: ora la tua bicicletta è equiparabile a un motorino, e di conseguenza necessita di omologazione della Motorizzazione, obbligo di assicurazione, bollo, patentino, casco e targa e divieto di utilizzare le ciclabili. Inutile dire che nessuno dei rider fermati dai militari si è premurato di farlo, tanto che le multe hanno riguardato pure questi aspetti non proprio secondari; così il totale dei verbali ha raggiunto la quota monstre di 271, per un ammontare altrettanto impressionante di 378mila euro. Soldi che, per ovvi motivi di disponibilità economiche degli stangati, difficilmente arriveranno nelle casse pubbliche.

In ogni caso, il segnale delle forze dell’ordine è stato lanciato. I rider lo hanno recepito sulla loro pelle. La speranza è che il monito arrivi pure a chi sta al piano di sopra, che sicuramente non avrà alcuna responsabilità tracciabile su questo fronte, ma che non può non sapere quello che i ciclofattorini sono costretti a fare per sbarcare il lunario. Senza scomodare complicati algoritmi, basterebbe un sistema di controllo delle corse per stabilire tempi umani di percorrenza di un determinato tragitto e per individuare di conseguenza chi e come sfora per difetto. Ma forse nessuno ha l’interesse a introdurlo, trovando più comodo e remunerativo reclutare nuovi ciclisti a cottimo al posto di quelli rimasti orfani di sellino.