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25 apr 2022

Seno malrifatto, chirurgo a giudizio

L’intervento al Policlinico era successivo a una mastectomia subita dalla paziente . "Lesioni colpose gravi"i

L’intervento che avrebbe dovuto risolvere il problema della donna non ha avuto l’esito previsto
L’intervento che avrebbe dovuto risolvere il problema della donna non ha avuto l’esito previsto

Lesioni colpose gravi per aver sbagliato un intervento di chirurgia plastica al seno. È l’accusa da cui dovrà difendersi un medico del Policlinico che a causa della sua imperizia avrebbe procurato alla donna anche un’invalidità permanente.

Per quell’intervento, in realtà, la signora aveva versato 11 mila euro ad un professore che poi però la fece operare da un collega. È una storia dolorosa questa, perché la donna circa un anno prima di sottoporsi all’intervento, nel novembre del 2019, era stata aggredita da un brutto tumore al seno che aveva richiesto una mastectomia bilaterale con ricostruzione plastica. Operazione avvenuta sempre al Policlinico, dove la paziente ritornò così 12 mesi dopo per l’inserimento delle protesi definitive. Un’ultima parte di operazione che, stando alla denuncia, la donna aveva concordato con un chirurgo plastico, il dottor M.B., al quale Luisa (nome di fantasia) aveva versato il denaro per ricovero e intervento in regime di solvenza. L’operazione in realtà venne condotta da un altro medico, il dottor M.G., chirurgo oncologo del seno. Ma il risultato, stando all’accusa contestata dal pm Francesco De Tommasi, non sarebbe stato quello previsto. Secondo i consulenti tecnici di parte, i professori Ruben Oddenino chirurgo estetico ed Enzo Ronchi della facoltà di Medicina legale dell’Università Statale, "ha determinato un esito molto al di sotto delle aspettative attese nella media specialistica del settore concretizzando un danno biologico permanente del 12%". Ovviamente tenendo conto delle "condizioni di partenza della paziente".

Nel capo d’imputazione per lesioni colpose gravi, il pm De Tommasi contesta al dottor G. tutta una serie di scelte sbagliate che riassume nella "colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia" e in quella "specifica consistita nella violazione delle regole dell’arte medica". Due erano gli aspetti lamentati da Luisa nella sua denuncia presentata con l’avvocato Nicola Brigida. Quello dell’insoddisfacente risultato finale ma anche quello degli accordi economici e sanitari presi con un chirurgo diverso da chi poi avrebbe proceduto in concreto.

In attesa del processo al chirurgo, la donna ha avviato anche una causa civile per danni nei confronti dell’ospedale.

Mario Consani

© Riproduzione riservata

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