ALESSANDRA ZANARDI
Cronaca

Segrate, dopo oltre dieci anni l’ex villa della mafia avrà una nuova vita: sarà una casa per famiglie in difficoltà

L’edificio di via Gramsci, ceduto al Comune dopo essere stata confiscata alla criminalità organizzata, è in stato di abbandono. Ora il recupero con 700mila euro del Pnrr, ma dovrà essere abbattuto e ricostruito

La villetta verrà demolita e ricostruita interamente

La villetta verrà demolita e ricostruita interamente

Segrate (Milano) – Nuova vita per i beni sequestrati alle mafie. È arrivata a una svolta l’annosa vicenda dellex villa di via Gramsci 13 a Segrate, ceduta al Comune dopo essere stata confiscata alla criminalità organizzata. Da oltre 10 anni l’edificio nel cuore della città è in stato di abbandono anche a causa degli elevati costi dell’iter di demolizione e ricostruzione che si rende necessario, visto lo stato di ammaloramento della struttura. Ora, grazie a un finanziamento legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza, si potrà finalmente procedere coi lavori di rifacimento e riconversione, a scopi sociali.

"Chiarito con una perizia statica che ciò che resta dell’immobile è inutilizzabile e dovrà essere abbattuto - spiega il sindaco Paolo Micheli -, dopo Ferragosto abbiamo incaricato un professionista, che sta già lavorando al progetto di trasformazione dell’ex villetta, del laboratorio e del box: diventeranno una casa per l’accoglienza temporanea di nuclei familiari in situazione di povertà ed emergenza abitativa. Una struttura di housing sociale molto funzionale, veloce da costruire e a basso impatto ambientale, in grado di ospitare fino a cinque nuclei familiari, anche numerosi, con spazi comuni di socialità e condivisione".

Il progetto verrà realizzato "anche grazie a 700mila euro del Pnrr, cui abbiamo avuto accesso tramite un bando del nostro distretto sociale - ancora Micheli -. Il finanziamento europeo servirà a coprire i costi della ricostruzione, degli arredi e i primi tre anni di attività, che affideremo ad un gestore". La riconversione in chiave sociale dei beni sequestrati alle mafie rappresenta un segnale importante sul versante della legalità, ma anche sul piano simbolico. "Contiamo, nei prossimi mesi - conclude il sindaco -, di restituire alla città un luogo rimasto per troppo tempo degradato, che confidiamo possa diventare un simbolo di accoglienza e inclusione". I beneficiari degli alloggi saranno individuati attraverso un’apposita graduatoria, in base ai loro requisiti socio-economici.

Anche a San Giuliano un capannone industriale, a sua volta frutto di una confisca, sarà oggetto di un restyling per essere poi assegnato tramite bando ad una delle associazioni che operano sul territorio. L’immobile si trova nella frazione di Sesto Ulteriano. In Martesana gli immobili sottratti alla criminalità organizzata sono 68, oltre 100 quelli presenti nel Sud-Est Milanese. L’iter di riconversione di questi beni non è sempre facile sia per le procedure burocratiche che per i costi di ristrutturazione.