La protesta contro la mancanza di insegnanti di sostegno
La protesta contro la mancanza di insegnanti di sostegno

Milano, 28 ottobre 2018 - «Non abbiamo voce, ma siamo tante. Non chiediamo la carità, ma il diritto allo studio per i nostri figli che invece si vedono le ore sul sostegno dimezzate o che a novembre sono ancora senza insegnanti». Desirée ha un figlio di 7 anni che frequenta le scuole elementari Mugello di piazza Cinque Giornate. E non è sola in questa battaglia. Le “certificazioni” continuano a crescere, i “buchi” diventano voragini. Sono 15.395, solo a Milano, gli alunni con una disabilità certificata; 7.698 i posti di sostegno assegnati dall’ufficio scolastico regionale al 24 ottobre. Assegnati sì, ma molti ad oggi sono scoperti. Perché con le nomine sono stati assunti i docenti con l’abilitazione al sostegno: solo 152. Tutti gli altri posti sono stati (nel migliore dei casi) o saranno assegnati a supplenti non abilitati, che spesso cambiano di anno in anno. Le scuole continuano a chiamare, spesso a vuoto: mancano anche i “precari”.

«Mio figlio è portatore di handicap – racconta Desirée - ci avevano dato 22 ore di sostegno, per mancanza di personale sono scese a 11. È stato assegnato un educatore ma non si è mai visto. Non c’è personale». Stesso copione per Elisabetta: «Mia figlia è in seconda elementare, ha la sindrome di Down - spiega – quando l’abbiamo iscritta a scuola ci avevano assicurato 22 ore tra sostegno e educatore, sul tempo peno da 40. Ma dal primo giorno la situazione è difficile, e noi dovremmo ritenerci fortunati perché c’è stata continuità di insegnante fra la prima e la seconda. Di ore ne sono state coperte 16, che sono di fatto scese a 15 senza motivo. Quando ho scoperto che due ore di sostegno su 11 erano su religione mi sono arrabbiata e mi sono sentita rispondere dalla dirigente che le materie hanno tutte la stessa importanza. Ma è la scuola dell’obbligo anche per lei, deve poter imparare prima di tutto a leggere, a scrivere e a contare, la religione si può raccontare, non richiede lo stesso impegno di altre materie».

Quest’anno la situazione sembra ancora più critica: «Mancano gli insegnanti delle altre materie e vengono utilizzati gli insegnanti di sostegno a fare da supplente - continuano le mamme - e l’educatore cambia sempre». La continuità didattica è un miraggio e spesso non c’è raccordo fra le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie, col passaggio delle consegne. «Mio figlio ha un’ipotonia muscolare - continua Desirée - fortunatamente abbiamo trovato una bidella disponibile ad accompagnarlo sulle scale perché altrimenti rischia di perdere l’equilibrio, ma dobbiamo sperare sempre che qualcuno si prenda la “responsabilità”». «Abbiamo cercato di unire le forze fra mamme - concludono - abbiamo scritto al ministero, al provveditore, al Comune, ma per ora nessuna risposta. Non veniamo presi sul serio. Se non c’è l’insegnante per molti dei nostri figli non c’è scuola».