Primo giorno di scuola
Primo giorno di scuola

Milano, 12 settembre 2018 - Suona la prima campanella nella scuola ancora a caccia di insegnanti: sono 1.188.580 gli studenti lombardi che, zainetto sulle spalle, risponderanno all’appello nelle scuole statali, più 230.237 nelle private e paritarie. Milano spalanca i portoni a 363.378 alunni delle scuole statali e a 81.660 delle private e paritarie. Tutto pronto, o quasi. Ci sono ancora cantieri aperti e continuano le convocazioni per coprire le cattedre vacanti. Ieri primo round di chiamate dalle graduatorie a esaurimento per trovare i supplenti di quest’anno a elementari e scuole materne milanesi. «Alle primarie su 398 convocati sono stati firmati 175 contratti, gli altri non si sono presentati e hanno rinunciato – spiega Massimiliano Sambruna, Cisl Scuola –. Per le scuole dell’infanzia erano 225 i candidati, 48 hanno firmato il contratto». Restano troppi posti vacanti. Oggi pausa, ci saranno nuove convocazioni domani e venerdì, poi la partita passerà alle scuole, chiamate ad attingere dalle proprie graduatorie di istituto.

«Molti di quanti hanno rinunciato, i primi in graduatoria, aspettano la chiamata delle scuole in cui hano insegnato lo scorso anno o il sostegno, anche per continuità didattica - spiega il sindacalista -. Altri magari hanno un contratto a tempo indeterminato nelle private. Sta di fatto che poco meno di un quarto ha accettato». Per entrare a regime serviranno settimane. Molte delle scuole a tempo pieno cominceranno con l’orario dimezzato, come tutti gli anni. «Ieri ci sono stati solo alcuni problemi perché alcuni posti nelle scuole ci sono ma non risultavano fra gli elenchi – spiega Felice Comi, Flc Cgil – perché la comunicazione alle scuole è arrivata in ritardo, ma la prima giornata di convocazioni non ha avuto intoppi. Ci sono però questioni aperte che sono rimaste fuori: e qui il ministero deve dire cosa intende fare e dare risposta sulla base del pronunciamento per i diplomati magistrali». Molti insegnanti col diploma sono passati in ruolo proprio quest’anno ma con riserva. «Pende la spada di Damocle del Consiglio di Stato», scuotono la testa ai portoni di via Soderini. Qui è stato organizzato ieri un presidio dai Lavoratori della scuola auto-organizzati contro il precariato nella scuola. Hanno cercato di occupare anche l’aula, ma sono stati fermati all’esterno. «Il nuovo anno scolastico si apre ancora una volta nel caos più totale per l’assenza di personale stabile – hanno sottolineato i maestri –. In molte scuole, dalla primaria alle superiori, non sarà possibile garantire l’orario intero perché sono ancora centinaia le cattedre scoperte sia sulla materia che sul sostegno. A fronte di 12mila posti vacanti in tutta la Lombardia, sono state effettuate meno del 30% di assunzioni a tempo indeterminato e neanche le convocazioni per le supplenze annuali riusciranno a coprire tutti i posti. L’unica vera soluzione possibile è mettere fine al precariato assumendo tutti i docenti con 36 mesi di servizio garantendo finalmente alla scuola personale stabile e qualificato».