Omicidio via Varsavia, la Lega a Sala: “Serve l’ordinanza anti-rom”

Milano, l’eurodeputata Silvia Sardone: "Il sindaco silente rimuova i mezzi dei nomadi". Per Dijana Pavlovic, portavoce della comunità, "è una polemica stupida e superficiale"

Alcuni rom

Alcuni rom

I colpi di pistola che hanno ucciso un ragazzo in piena notte e il teatro di questo raid – lo stradone di via Varsavia, di fronte all’Ortomercato – sono finiti subito al centro di uno scontro politico. Da una parte il centrodestra, che attacca la giunta comunale puntando il dito contro i "problemi irrisolti della zona", tra cui anche "la sosta di mezzi non autorizzati". Dall’altra il centrosinistra che invece chiama in causa il governo. "Si sciacquino la bocca – sottolineava venerdì, a poche ore dall’omicidio, il capogruppo Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino – coloro che chiamano in causa il sindaco Sala. Perché non sollecitano il ministro Piantedosi perché si dia una mossa sul fronte agenti di pubblica sicurezza dopo le reiterate promesse di intervento?".

Ieri ad attaccare è stata Silvia Sardone, europarlamentare e consigliere della Lega, che per prima cosa ha posto l’accento sul "silenzio del sindaco Sala" in merito alla vicenda, "come suo solito quando avviene un fatto di sangue", ha evidenziato. "Eppure potrebbe intervenire, magari firmando un’ordinanza che preveda la rimozione dei mezzi dei nomadi anche in assenza dei proprietari. Lo ha fatto, per esempio, il Comune di Sesto San Giovanni, dunque non capisco perché a Milano, dove il fenomeno è dilagante, non si possa fare. Ortomercato, Quarto Oggiaro, Cimitero Maggiore, Merezzate, Rubattino: sono queste le zone dove i rom fanno ciò che vogliono sfruttando l’assenza sul territorio dell’amministrazione, che preferisce spedire la polizia locale a multare i commercianti piuttosto che fare controlli alle carovane. I mezzi dei nomadi su pubblica via sono ricettacolo di degrado e illegalità, nonché causa di disagi alla circolazione".

Una questione sollevata anche venerdì dal capogruppo di Forza Italia in Municipio 4 Rosa Pozzani: "Da anni – ha spiegato al Giorno – conviviamo e segnaliamo il problema di questi camper e furgoni che sostano h24 lungo il perimetro dell’Ortomercato senza che nessuno, nonostante il divieto di sosta che nella passata consigliatura abbiamo fatto apporre, si prenda la responsabilità di controllare chi ci vive. I controlli fanno prevenzione e possono evitare i fatti drammatici e delittuosi come questo. A che servono i divieti, poi, se non vengono fatti rispettare?".

Ma per Dijana Pavlovic, la portavoce del Movimento Kethane (che vuol dire “insieme“) rom e sinti per l’Italia, che da anni si batte contro stigma e pregiudizio, "questa è una polemica strumentale, stupida e superficiale. È stato ucciso un ragazzo e si punta il dito contro la sosta di camper e furgoni? È indegno. L’omicidio non c’entra con il fatto che quel giovane dormisse in un furgone: alla base ci sono rapporti, dinamiche complicate tra persone. E non c’entra nulla neppure la vicinanza del campo rom di via Bonfadini (tanti lo hanno chiamato in causa solo perché si trova in quella zona)". Quanto alla vittima, "non conoscevo Jhonny Sulejmanovic, era a Milano da poco. Faceva parte della comunità dei rom bosniaci, un cognome che accomuna migliaia di persone. Mi unisco al dolore di chi soffre".

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