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18 mar 2022

Sciolto il Consiglio d’Istituto dello scientifico Leonardo da Vinci: arriva un commissario

Si chiude così un braccio di ferro andato avanti per mesi, con esposti di professori, sit-in e proteste di genitori e studenti

simona ballatore
Cronaca
A sinistra il liceo Da Vinci di Milano Sotto la preside Luisa Amantia e la direttrice dell’Usr Augusta Celada
Sit in degli studenti

Milano - Sciolto il consiglio d’istituto del liceo scientifico Leonardo Da Vinci: arriva il commissario Anna Lamberti, già preside di un altro scientifico, il Cremona. A nominarla - a seguito di "accertamenti ispettivi" - è il direttore dell’ufficio scolastico Augusta Celada. "Il dirigente tecnico incaricato – si legge nel provvedimento – ha accertato la sussistenza di molteplici criticità nei reciproci rapporti, nelle rispettive attribuzioni e nel funzionamento degli organi collegiali dell’istituzione scolastica". E l’elenco si fa fitto: viene contestata in primis l’"ingerenza nella potestà in materia didattica del collegio dei docenti" oltre a una "scorretta gestione della costituzione dell’ordine del giorno, con prevaricazione delle competenze del dirigente scolastico e della giunta esecutiva". Si parla di "gravi alterazioni", "autodecisioni" e di una "impropria interpretazione del ruolo di presidente del consiglio d’istituto, come se disponesse di governo funzionale del personale della scuola". Al punto da impedire a un docente di partecipare a una seduta. E il consiglio avrebbe anche preteso di pronunciarsi su eventuali provvedimenti disciplinari di un prof. Una gestione "irrituale" che ha portato alla “sentenza“: "Consiglio sciolto, il provveditore nomina un commissario per l’amministrazione straordinaria". Fino alla data di insediamento di un nuovo consiglio.

Si chiude così un braccio di ferro andato avanti per mesi, con esposti di professori, sit-in e proteste di genitori e studenti, in particolare sui progetti scolastici extra curriculari. Le famiglie chiedevano un regolamento ad hoc che selezionasse i progetti da finanziare con il contributo volontario di 140 euro (quota facoltativa ma spesso chiesta dalle scuole all’atto di iscrizione). L’ipotesi del regolamento era stata esclusa dalla preside Luisa Amantia e dai prof: la competenza resta del collegio docenti.

Il regolamento chiesto "al fine di garantire una gestione condivisa e ordinata dei progetti dell’istituto" era passato al termine di una seduta, ma non era stato applicato. Si stabiliva che i progetti potessero "essere ideati e presentati sia da singoli docenti o studenti, sia da gruppi di docenti o studenti" e che i progetti dei prof (sia quelli in cui fosse previsto il contributo o meno) "devono essere preventivamente vagliati dal Dipartimento di materia di competenza".

Erano stati poi indicati dei criteri: "I progetti presentati dagli studenti hanno una riserva di disponibilità economica in un importo non inferiore al 10% delle risorse disponili derivanti dal versamento del contributo volontario. I progetti che devono partire entro il 30 settembre hanno una riserva di disponibilità economica in un importo non superiore al 60% delle risorse disponibili. I progetti linguistici sono soggetti ad autofinanziamento da parte delle famiglie e non ricevono finanziamenti derivanti dal contributo volontario". E si stilava l’ordine di priorità: prima i progetti di recupero, per esempio. L’ispezione - con l’accusa di "ingerenza indebita" - ha chiuso la partita e dato ragione ai prof. Almeno per ora.

 

 

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