Cassazione: il saluto romano è reato secondo la legge Scelba. Da rifare il processo per la commemorazione di Ramelli

La decisione della Cassazione annulla la sentenza di condanna per gli otto militanti di estrema destra. CasaPound: “Una vittoria”. Ma anche l’Anpi commenta positivamente

Saluto romano da parte dei manifestanti di Forza Nuova durante una manifestazione a Roma
Saluto romano da parte dei manifestanti di Forza Nuova durante una manifestazione a Roma

Milano – Il “saluto romano” e la “chiamata del presente”, rituali entrambi evocativi della gestualità propria del disciolto partito fascista, sono gesti per i quali occorre contestare la legge Scelba e in particolare l’articolo 5. Lo hanno deciso oggi le Sezioni Unite della Corte suprema di cassazione, nella sentenza con hanno disposto un nuovo processo di Appello nei confronti di otto militanti di estrema destra che avevano compiuto il saluto romano nel corso di una commemorazione a Milano il 29 aprile 2016. Gli imputati erano stati assolti in primo grado nel 2020 per l'insussistenza dell'elemento soggettivo e poi condannati nel 2022.

La Cassazione

La Cassazione, però, aggiunge, nelle informazioni provvisorie, che le due “gestualità” integrano appunto il delitto previsto dalla legge Scelba (art. 5 L. 1952/645) “ove, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, sia idonea ad integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista, vietata dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione”.

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I giudici, inoltre, ritengono che "a determinate condizioni può configurarsi” anche la violazione della legge Mancino che vieta “manifestazioni esteriori proprie o usuali di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. I due delitti possono concorrere sia materialmente che formalmente in presenza dei presupposti di legge”.

In attesa di leggere le motivazioni, così scritta – con la precisazione della necessità che ci sia il rischio di ricostituzione del partito fascista – la decisione ha prodotto interpretazioni e reazioni diametralmente opposte. 

CasaPound

"È una vittoria che finalmente mette fine a una serie di accuse che non avevano alcun senso, con buona pace di chi, ad ogni Presente, invoca condanne e sentenze esemplari. Il saluto romano sarà reato solamente se c'è un effettivo pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista, cosa assolutamente esclusa nel caso di commemorazioni. Questa vittoria mette la parola fine anche alle polemiche indegne che si sono scatenate dopo la commemorazione di Acca Larenzia dove, invece di indignarsi perché dopo 40 anni degli assassini sono ancora a piede libero, la sinistra democratica ha subito chiesto processi e condanne per chi ha deciso di ricordare". Così in una nota CasaPound Italia.

Gli imputati 

"La decisione della Cassazione sancisce che il saluto romano non è reato a meno che ci sia il pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista così come previsto dall'articolo 5 della legge Scelba, oppure ci siano programmi concreti e attuali di discriminazione razziale o violenza razziale così come previsto dalla legge Mancino”. È quanto afferma l'avvocato Domenico Di Tullio, difensore di due degli otto imputati per i quali la Cassazione ha disposto un processo di appello bis per aver fatto il saluto romano durante una commemorazione. “Se mancano sia il tentativo di ricostituzione o programmi di discriminazione ovviamente non è reato - sostiene l'avvocato - La cerimonia del 'presente’ quindi si può fare solo quando è un atto commemorativo come nel caso specifico. Nel caso di Acca Larentia e nelle migliaia di commemorazione fatte in Italia negli ultimi 70 anni, il saluto romano non è reato. Toccherà alla magistratura dimostrare in concreto il contrario, senza fare chiacchiere. Perché in Italia non si puniscono le opinioni”. 

Anpi 

Dall’altro lato, per l'avvocato Emilio Ricci, vice presidente dell'Anpi “è una presa di posizione molto significativa assunta al massimo livello possibile, cioè dalle Sezioni unite della Cassazione”. “È moltto importante perché fa chiarezza su questi profili che da tempo abbiamo segnalato - ha aggiunto -. Adesso vengono stabiliti alcuni criteri fondamentali che distinguono i saluti romani come espressione individuale da quelli di carattere generale con più persone che richiamo tutti i segni e rituali di tipo fascista e che possono essere letti come ricostituzione del partito fascista”. Per Ricci è “ancor più importante per quanto riguarda il recente caso di Acca Larentia su cui l'Anpi ha presentato un esposto-denuncia. L'augurio - ha concluso - è che la Procura proceda, per i responsabili, per violazione della legge Scelba e Mancino”.

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