Rudere di via Allende, l’ultimatum: "Compensazione o causa..."

La palazzina nata da un sogno e diventata l’incubo di 12 famiglie, muratori fai da te all’attacco di Comune e Aler

Rudere di via Allende, l’ultimatum: "Compensazione o causa..."

Rudere di via Allende, l’ultimatum: "Compensazione o causa..."

"O compensazione, o causa". Secondo affondo degli autocostruttori trezzesi al Comune, nuovo proprietario del rudere di via Allende, la palazzina nata da un sogno è diventato un incubo per 12 famiglie che ci hanno lavorato più di 15mila ore e alla fine si sono ritrovate "con un doppio danno": "Senza casa e senza ristori per quanto fatto con enormi sacrifici, nel fine settimana". Avrebbero dovuto pagare l’appartamento con il proprio impegno e con 10 anni di affitto a riscatto. Questi erano i patti sottoscritti 19 anni fa. Per 18 mesi andò tutto secondo i piani poi i guai: il fallimento della coop, il blocco cantiere, e niente denaro. Avanzamento dei lavori fermo al 75% e di lì non ci si è più mossi. Ora, i muratori fai da te vogliono che "sia riconosciuto l’impegno" e chiedono al Municipio subentrato ad Alisei, la cooperativa fallita, e ad Aler che tirava le fila del progetto, di provvedere. Ma dagli uffici arriva una risposta netta: "Il pregresso non è una responsabilità dell’Amministrazione". Così hanno scritto al Sicet, che aveva sollecitato un primo tavolo. Il sindacato inquilini che assiste gli autocostruttori, però, non crede che le cose stiano così. "Per verificarlo abbiamo chiesto copia della compravendita - spiega Gianluigi Colombo, referente di zona - non ci risulta che la giunta possa lavarsene le mani. Vogliamo vederci chiaro. E parlarci". La decisione è maturata dopo l’ultimo incontro con le famiglie coinvolte nella vicenda, decise ad andare avanti. Dietro al loro dramma, lo smacco del programma decollato nel 2005 con l’entusiasmo di un piano innovativo dal forte impatto sociale, e mai arrivato in porto dopo il crac della cooperativa. Un’iniziativa che risale ai tempi della giunta di centrosinistra. "Tutte queste persone hanno dovuto comprarsi un appartamento o pagare affitti altrove - sottolinea Colombo -. Lo stabile è rimasto in stato di abbandono per più di 10 anni. Le mancanze sono anche di Aler, che ereditò la partita, e della Regione". La sindaca Silvana Centurelli ha destinato la palazzina a fini sociali. Il rudere verrà recuperato, ora ci sarà una selezione per sistemarla e poi il condominio mai nato avrà una nuova vita.

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