"Riprendiamoci la città". La ricetta del comitato

Contro degrado e insicurezza, i residenti del quartiere Rondò Torretta propongono di promuovere attività sociali e commerciali anche la sera.

"Riprendiamoci la città". La ricetta del comitato
"Riprendiamoci la città". La ricetta del comitato

Si è conclusa con una proposta per la revisione del regolamento di occupazione del suolo in chiave sicurezza la passeggiata civica (nella foto), organizzata dal comitato di quartiere Rondò Torretta per sensibilizzare cittadini e politica sui problemi della zona. L’altra sera i residenti e gli imprenditori, riuniti nel comitato, hanno invitato i consiglieri comunali per un tour nel rione, che in questi mesi ha visto una vera e propria escalation di episodi criminosi.

Il comitato propone una mappatura delle aree più depresse dove prevedere la possibilità di “rianimarle“ con attività, tavolini, dehor, associazioni che possano usufruire di una forte riduzione del canone o della gratuità della tassa di occupazione del suolo pubblico. L’obiettivo è tornare a vivere alcune zone depresse con un presidio che faccia da deterrente e recupero del territorio. Oltre alle funzioni commerciali, la proposta è aperta anche alle attività sociali, ad esempio di mediazione culturale da parte di associazioni.

"Abbiamo depositato questa proposta di revisione del regolamento per favorire il riempimento degli spazi degradati a cura di ristoratori, bar, associazioni e comitati, come elemento di prevenzione rispetto agli episodi di insicurezza e di degrado – spiega Ruggiero Lamonaca del comitato –. Queste iniziative, specialmente se svolte in maniera frequente e ricorrente, riempiendo piazze e vie degradate o soggette a fenomeni di microcriminalità, svolgerebbero un ruolo di presidio del territorio e di deterrenza".

Si parte da una definizione a 360 gradi di sicurezza urbana, come "bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione urbanistica, sociale e culturale, e di recupero delle aree o dei siti degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale". Animazione, attrattività, coesione e convivenza civile per tornare a far rivivere i luoghi del Rondò che oggi sono teatro di risse o spaccio. "Il ruolo delle associazioni e la loro attività in tal senso è preziosa e pertanto va incentivata", anche sgravandole dal peso dei costi da sostenere per organizzare iniziative di interesse pubblico, ad esempio rimodulando proprio la Tosap.

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