Assalto all’istituto Puecher di Rho, denunciati 4 studenti: riconosciuti grazie ai video

Nel commando che ha seminato il panico nella scuola ci sono anche degli ex alunni. I reati contestati: procurato allarme e interruzione di pubblico servizio

Un frame del video dell'assalto all'istituto Puecher di Rho. A destra, l'ingresso della scuola
Un frame del video dell'assalto all'istituto Puecher di Rho. A destra, l'ingresso della scuola

Rho (Milano) – Procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Potrebbero essere queste le ipotesi di reato che verranno contestate ai componenti della banda che venerdì mattina ha preso d’assalto l’istituto professionale di stato Puecher di Rho con petardi, fumogeni e una pistola scacciacani.

Quattro di loro sarebbero studenti, riconosciuti dai video registrati da professori e studenti e dalle immagini delle telecamere del sistema di sorveglianza della scuola. Assenti venerdì dalle lezioni, probabilmente già in classe ieri mattina, per non destare sospetti.

Gli altri dovrebbero essere ex studenti, ma anche per loro cappucci delle felpe e passamontagna non sono bastati ad assicurarsi l’impunità. Quasi tutti minorenni. Conoscevano bene la scuola, sono passati dall’aula termica situata al piano terra, proprio vicino all’ingresso di via Monfalcone, ai corridoi e alle aule. Qui hanno seminato panico e paura. Il blitz è durato 10-15 minuti. Infine si sono allontanati prima dell’arrivo dei carabinieri.

Ieri il preside Emanuele Contu si è recato dai carabinieri della compagnia di Rho per formalizzare la querela e segnalare i nominativi dei ragazzi riconosciuti dalla scuola nei filmati. I provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti responsabili del blitz saranno presi solo a chiusura di indagini.

Ma il preside è sempre stato chiaro. "Saranno allontanati dalla scuola. Sono entrati con petardi, fumogeni e una pistola scacciacani, hanno danneggiato un’aula, si sono messi fuori da soli dalla nostra comunità scolastica. Con il loro gesto ci hanno detto che non fanno più parte della scuola", spiega Contu.

Nella mattina di oggi 30 ottobre a scuola è arrivato anche il tenente colonnello Gennaro Cassese, comandante del gruppo carabinieri Rho, che ha incontrato il preside e i rappresentanti di classe degli studenti, in quel momento riuniti in aula magna. È stato un momento informale: "Ha salutato gli studenti, manifestato vicinanza alla scuola e garantito che saranno individuati i responsabili". Nel pomeriggio un incontro di tutti i docenti, "c’era l’esigenza di guardarci in faccia, di condividere impressioni e preoccupazioni, nei prossimi giorni se ce ne sarà bisogno parleremo nelle classi con gli studenti. E intanto andiamo avanti a lavorare perché siamo una scuola bella e siamo altro da quello che è successo".

Dentro e fuori dalla scuola sono tanti i racconti degli studenti. "Io ero proprio nell’aula di termica, quando sono entrati di corsa, erano cinque-sei, hanno acceso fumogeni e fatto esplodere alcuni petardi. Poi hanno sollevato e lanciato banchi e sedie. Abbiamo avuto paura, anche se tutto è durato pochi secondi. Poi sono usciti e hanno iniziato a correre nel cortile della scuola", spiega uno studente di quinta. "Noi di prima eravamo in classe e avevamo paura a uscire, in corridoio qualcuno esplodeva petardi", racconta una studentessa dell’indirizzo moda.

Il sindaco, Andrea Orlandi, aveva condannato l’assalto nell’immediatezza del fatto, in questi giorni è sempre rimasto in contatto con le forze dell’ordine e il preside, in attesa che si concludano le indagini. "Il gruppetto di ragazzi ha agito con notevole viltà: mentre si presentava con le fattezze di un commando di terroristi, ha evitato di esprimersi a parole o con scritte che permettessero di intuire le ‘motivazioni’ dell’incursione – commenta –. Se si vuole contestare qualcosa, lo si fa a volto scoperto. Senza nascondersi".

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