Regole contro la movida selvaggia. Ordinanza in nove macrozone: dehor e asporto, limiti da aprile

Granelli indica le zone rosse, ma la linea dura si applicherà solo nelle "vie a maggior tutela". Il Pd protesta: tempi troppo stretti. Commercianti sulle barricate. Stretta sui nuovi locali.

Le macrozone dove applicare le regole anti-movida selvaggia sono nove: Nolo-via Padova, Lazzaretto-via Melzo, Isola, Sarpi-Arco della Pace-Piero della Francesca, Como-Garibaldi, XXII Marzo, Porta Ticinese, Navigli-Darsena, Bligny-Sabotino-Porta Romana. La mappa è stata presentata ieri pomeriggio in commissione Sicurezza e Sviluppo economico del Comune dagli assessori Marco Granelli e Alessia Capello, i quali hanno delineato il percorso che porterà all’applicazione dell’ordinanza anti-caos che prende come modello i provvedimenti già adottati in corso Garibaldi e nel Rainbow District che comprende l’area Lazzaretto-Melzo. Granelli annuncia che la Giunta preparerà l’ordinanza la prossima settimana e poi partirà un iter per le osservazioni e l’approvazione in Consiglio comunale.

L’obiettivo dell’esecutivo di Palazzo Marino è applicare la nuova ordinanza da fine aprile a fine ottobre, in tutto il periodo in cui la movida all’aperto ha la sua massima espansione e rende complicate le notti dei residenti nelle aree dove c’è una maggior concentrazione di locali, ristoranti e bar. Granelli illustra i contenuti della bozza di ordinanza, la quale sarà applicata nelle "zone a elevata tutelata", cioè le vie o le piazze più a rischio caos all’interno delle nove macrozone. Il primo divieto indicato riguarda l’asporto da mezzanotte alle 6 per tutti i giorni della settimana. Il divieto, precisa l’assessore, varrà "per tutti i tipi di bevande", alcoliche e no, mentre è ancora da definire se varrà anche per alimenti come gelati e pizze. Il secondo divieto riguarda l’utilizzo di dehors nei giorni feriali dalle 00.30 alle 6 nei giorni feriali e dalle 1.30 alle 6 nei giorni festivi. Il terzo divieto prevede lo stop al commercio in forma itinerante su area pubblica e a qualsiasi forma itinerante di somministrazione di alimenti e bevande a titolo gratuito o promozionale dalle 2 alle 6. I contenuti dell’ordinanza e, soprattutto, i tempi delineati per la sua entrata in vigore – fine aprile – hanno sollevate proteste bipartisan in commissione. Il presidente della commissione Sicurezza Michele Albiani (Pd) ha chiesto a Granelli "il rinvio di un mese per l’applicazione dell’ordinanza", supportato dalla dem Beatrice Uguccioni: "Si arriva sempre troppo a ridosso della scadenza". Il consigliere della Lega Samuele Piscina giudica l’ordinanza "a favore dei mini-market e contro i commercianti". Carlo Squeri, segretario milanese dell’Epam, l’associazione che raggruppa i pubblici esercizi legati a Confcommercio, contesta l’accelerazione dell’amministrazione: "Serve un tempo più lungo per la discussione sull’ordinanza. L’approvazione in Giunta la prossima settimana è troppo presto. Chiudere i dehors, inoltre, non convince la gente ad andare a dormire". Il regolamento sulla movida studiato dalla Giunta prevede anche una stretta sull’apertura di nuovi locali e ristoranti all’interno delle zone rosse.

Il sindaco Giuseppe Sala, in mattinata, aveva riassunto così la questione movida: "Dobbiamo trovare formule per garantire a tutti di divertirsi ma a chi abita nei quartieri più delicati anche di poter dormire la notte".

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