Recupero e riciclo di abiti usati. Apre il nuovo polo tessile di Rho

L’impianto più grande del Nord Italia tratterà fino a 20mila tonnellate di “scarti” l’anno e occuperà 40 lavoratori. Nei cesti cumuli di capi di abbigliamento, scarpe e borse lasciati nei cassonetti gialli o conferiti dalle aziende.

Vanta due primati: è il più grande impianto di recupero tessile del nord Italia ed è la prima filiera interamente cooperativa per la selezione, il recupero, il riciclo di capi usati e tessuti pre e post-consumer. È il Textile Hub inaugurato ieri dalla cooperativa Vesti Solidale. L’impianto è stato realizzato in via Moscova con un investimento di 8 milioni di euro su un’area di 12mila mq acquistata dalla stessa cooperativa. È attivo da alcuni giorni, per una fase di rodaggio. Nei grossi cestelli ci sono cumuli di abiti usati e materiali tessili post-consumer, si tratta di abiti, scarpe, borse conferiti nei cassonetti o provenienti da aziende d’abbigliamento, tra cui anche marchi d’alta moda, come capi resi, invenduti o difettosi. Ci sono i rifiuti “pre-consumer”, si tratta di filati, tessuti da scarti di lavorazione. L’hub gestirà anche il riciclo. In questo caso abiti e materiali tessili vengono selezionati per fibra, qualità e colore ed eliminate le parti non riciclabili: bottoni, cerniere, elementi in plastica. A pieno regime occuperà 40 lavoratori e con una capacità di trattamento fino a 20mila tonnellate di rifiuti tessili all’anno. "Gli abiti che non usiamo più contengono un’enorme quantità di materiale che è un peccato incenerire. È fondamentale integrare nelle produzioni materiali rigenerati sostituendo le fibre vergini con quelle provenienti da tessuti e capi riciclati - spiega Matteo Lovatti (nella foto), presidente di Vesti Solidale -. Qui noi selezioniamo le fibre che i nostri clienti trasformano in nuovi filati di lana, cotone, jeans, poliestere, oppure trovano spazio nel nostro laboratorio Taivè, per la creazione di nuovi prodotti. Abbiamo anche progetti pilota per il riciclo del nylon e del cuoio.

Poi c’è tutta la filiera del riutilizzo, la principale, in cui i capi sono selezionati e igienizzati per la vendita nella nostra catena di negozi second-hand Share presenti in Lombardia e Piemonte, il resto destinato ad altre reti di distribuzione o commercializzato". Il nuovo hub sarà il centro nevralgico dell’attività di raccolta dei cassonetti gialli riconoscibili dai marchi di Caritas e Rete Riuse nei territori delle Diocesi di Milano, Brescia e Bergamo, tramite 9 cooperative sociali. La struttura è stata realizzata grazie al contributo di Confcooperative/Fondo Sviluppo, CFI-Cooperazione Finanza Impresa, Intesa San Paolo, Invitalia, Fondazione Peppino Vismara e Fondazione Giordano dell’Amore.

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