Raid con spari al Gratosoglio: fermato il rapinatore seriale

Indagine-lampo della Squadra mobile: preso quarantanovenne albanese. È accusato del tentato omicidio del titolare del bar Capriccio e della figlia

Il primo sparo davanti al bar di via Baroni ripreso da una telecamera

Il primo sparo davanti al bar di via Baroni ripreso da una telecamera

Milano – In macchina aveva la pistola usata per i raid a mano armata e alcuni degli abiti indossati per i colpi. Giovedì gli agenti della Squadra mobile hanno bloccato in via Baroni al Gratosoglio un quarantanovenne albanese che proprio in quella strada avrebbe sparato la sera di sabato scorso, ferendo di striscio il titolare di un bar e la figlia. A meno di una settimana di distanza, il presunto responsabile è stato fermato per tentato omicidio dagli investigatori delle sezioni Antirapine e Contrasto al crimine diffuso, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Michele Scarola: ci sarebbe sempre lui, stando alle indagini, anche dietro una tentata rapina avvenuta due giorni dopo alla Fattoria del Casaro di via Feraboli.

L’attività di indagine è partita subito dopo il blitz delle 20.30 al bar Capriccio. L’aggressore ha atteso che il titolare sessantasettenne uscisse in strada con un sacchetto di gratta e vinci per avventarsi su di lui e strappare il prezioso carico; alla reazione dell’esercente, che è corso nel bar per mettersi al riparo con la figlia trentunenne, l’uomo a volto coperto ha risposto esplodendo due colpi di pistola, che hanno bucato i vetri del bar e colpito di striscio padre e figlia. In quell’occasione, il rapinatore è riuscito a impossessarsi di gratta e vinci per 15mila euro. Il lunedì successivo, attorno alle 9, il quarantanovenne sarebbe entrato in azione una seconda volta, facendo irruzione in un negozio di via Feraboli, fuggendo però a mani vuote dopo le urla della moglie dell’esercente.

L’inchiesta-lampo è partita dalle dichiarazioni di alcuni testimoni, sviluppandosi poi attraversando l’analisi dei filmati delle telecamere e altre attività tecniche. Decisivo, sottolineano dalla Questura, anche l’intervento degli specialisti della Scientifica, che hanno rilevato sulla porta di ingresso del bar "la presenza di tracce papillari latenti poi attribuite all’arrestato". Il quarantanovenne è stato rintracciato giovedì pomeriggio in via Baroni e fermato dalla polizia: aveva con sé una pistola semiautomatica con cartuccia camerata, completa di caricatore e con 8 cartucce compatibili con quelle rinvenute al bar Capriccio, altre 13 cartucce e un coltello a scatto con blocco lama della lunghezza di 22 centimetri.

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