Ragazza molestata e rapinata per strada. Salvata dalle amiche perché non rispondeva più in chat

Ventunenne tedesca palpeggiata e derubata del cellulare dopo una serata in un locale di via Ripamonti. Marocchino di 44 anni in fuga arrestato su un bus grazie alla geolocalizzazione dello smartphone

Salvata dalle amiche perché all'improvviso non rispondeva più nella chat

Salvata dalle amiche perché all'improvviso non rispondeva più nella chat

Milano, 5 febbraio 2024 –  A dare l’allarme sono state le amiche, preoccupate perché la ragazza non visualizzava più i loro messaggi su WhatsApp e non rispondeva alle telefonate. Non poteva. Perché, come si è scoperto in seguito, è stata trascinata in un angolo di via Pompeo Leoni, tra via Spadolini e viale Toscana, nella zona sud della città, da uno sconosciuto che l’ha palpeggiata e rapinata portandole via proprio il telefono e tagliandole così tutti i collegamenti in tempo reale. Alla fine il molestatore, un uomo marocchino di 44 anni, è stato individuato dalla polizia a poca distanza, mentre tentava di scappare a bordo di un bus, ed è stato arrestato per violenza sessuale e rapina. Mentre la vittima, una ragazza tedesca di 21 anni che è a Milano per studiare, è stata soccorsa e accompagnata alla Clinica Mangiagalli.

Stando a una prima ricostruzione erano passate da poco le 2 quando la ragazza, dopo una serata trascorsa con le amiche in un locale di via Ripamonti, ha deciso di rincasare da sola a piedi ma restando in contatto con le altre giovani, chattando con loro su WhatsApp. Tutto bene finché in via Pompeo Leoni, mentre camminava vicino al Parco delle Memorie industriali, all’improvviso è stata avvicinata da un uomo. È stato un attimo: lo sconosciuto l’ha trascinata in un punto appartato, le ha sfilato subito lo smartphone e poi l’ha palpeggiata nelle parti intime, per poi scappare lasciandola a terra sotto choc. Senza telefono, la ragazza non poteva neanche chiedere aiuto, se non attraverso qualche passante. Ma a quell’ora la strada era deserta. Ci hanno pensato però le amiche, a chiedere aiuto, allarmate perché la giovane all’improvviso aveva smesso di visualizzare i messaggi sulla chat e non rispondeva alle telefonate.

Dopo la chiamata al 112, sul posto è subito intervenuta la polizia insieme ai soccorritori del 118. E, grazie alla geolocalizzazione impostata sul telefono, gli agenti hanno trovato il presunto molestatore e rapinatore: era su un bus in viale Tibaldi, a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione, con addosso il cellulare appena rubato. E per lui sono scattate subito le manette con l’accusa di di violenza sessuale e rapina. La ragazza invece è stata accompagnata in codice verde alla Clinica Mangiagalli.

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