"Quanto forte ti pensavo". Progetto contro la violenza

Inzago, Istituto superiore Marisa Bellisario e Fondazione Marchesi insieme nel nome delle due Giulie uccise, Tramontano e Cecchettin.

"Quanto forte ti pensavo". Progetto contro la violenza

"Quanto forte ti pensavo". Progetto contro la violenza

"Quanto forte ti pensavo", Istituto superiore Marisa Bellisario e Fondazione Marchesi a braccetto per un progetto antiviolenza lungo un anno. Nel nome di due Giulie, Tramontano e Cecchettin, "la tragica morte della prima ci ha ispirato questo percorso. La seconda era con noi mentre entravamo nel vivo del progetto. In quei giorni cercavano il suo corpo". Ma anche nel nome di Romina Vento, la giovane mamma annegata dal compagno due anni fa a Fara Gera d’Adda in ricordo della quale saranno realizzate una sedia colorata e una parete delle emozioni. Un calendario ricco e lungo quello del progetto a due mani di scuola e Fondazione, con le studentesse protagoniste, che vedrà incontri con esperti, forum e momenti di dibattito con famiglie, istituzioni, forze dell’ordine, Rete antiviolenza Viola. Il primo si tiene nel giorno di san Valentino, quello che celebra il vero amore: nel corso dell’evento Voglio una donna con la gonna si parlerà di discriminazione e violenza domestica, molestie sul lavoro e violenza assistita, processi e diritto; ci saranno la consigliera delle pari opportunità della Regione Lombardia, Valeria Gerla, la procuratrice Monica Cavassa e, come coordinatrice ed esperta, l’avvocato Marta Mura, presidente della Fondazione Ospedale Marchesi. Capofila del progetto a scuola, insieme al preside Gustavo Matassa, la professoressa Antonella Fanizza. "Dopo i tanti delitti dell’anno scorso avevamo bisogno di una riflessione. Sentiamo questo progetto molto nostro. Perché la nostra popolazione studentesca è prevalentemente femminile". Giulia Tramontano e il suo Thiago i primi ispiratori. "Ci piace pensare che ci abbiano guidato". Dunque, il calendario. All’incontro del 14 seguirà, in aprile, il seminario La cura, con gli esperti della Fondazione per la Famiglia Carlo Maria Martini; il 16 ottobre Belle speranze, contro con Rete viola, forze dell’ordine e istituzioni; in novembre un incontro con i genitori e le famiglie. A latere, Il filo della vita: una bacheca con foto e biografie delle donne uccise. E fra una parete e l’altra della scuola un filo rosso e pannelli in ricordo di donne che si sono distinte nel campo della scienza, dell’economia, della musica, dell’arte, della letteratura, della politica, del volontariato e dell’impegno civile.

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