Psicologhe del carcere indagate . Per la Procura c’era un “sistema“. Sotto la lente altre quattro detenute

I sospetti degli inquirenti si concentrano sulle due specialiste che operano a San Vittore. Perquisiti i loro studi, le loro abitazioni, sono stati sequestrati cellulari e documenti.

Psicologhe del carcere indagate . Per la Procura c’era un “sistema“. Sotto la lente altre quattro detenute

Psicologhe del carcere indagate . Per la Procura c’era un “sistema“. Sotto la lente altre quattro detenute

MILANO

La Procura accende un faro sull’intero operato delle due psicologhe di 44 e 59 anni che prestano servizio a San Vittore. Nel corso della perquisizione all’interno delle abitazioni e negli studi delle due donne sono stati sequestrati computer, cellulari e documenti cartacei. Nell’abitazione della psicologa 58enne, che vive con il marito, sono stati trovati molti farmaci e 10mila euro in contanti. Gli inquirenti vogliono appurare anche la provenienza di quei medicinali e se la coppia commerciasse farmaci in modo clandestino.

Le perquisizioni a carico delle due professioniste del carcere, che si sono occupate del caso di Alessia Pifferi, sono state disposte dalla Procura di Milano anche per verificare, oltre ai "rapporti tra le indagate e la donna che ha ucciso la figlia Diana, più in generale la gestione anche di altre quattro detenute da parte delle stesse professioniste. È quanto risulta dal decreto di perquisizione firmato dal pm di Milano Francesco De Tommasi ed eseguito dalla Polizia penitenziaria, che in queste indagini ha redatto una informativa.

Nell’atto, infatti, vengono citati i nomi delle quattro detenute di cui saranno rintracciate anche le "cartelle cliniche".

Da qui la delega affidata alla polizia penitenziaria di sequestrare le relazioni dei colloqui avuti dalle due professioniste con altre quattro detenute. Tra queste c’è Lucia Finetti, condannata all’ergastolo, lo scorso maggio, per omicidio volontario per aver ucciso, il 12 giugno del 2021, con 14 coltellate il marito Roberto Iannello di 55 anni, dopo una lite in auto nel quartiere Baggio. E Patrizia Coluzzi condannata nei giorni scorsi dalla Corte d’Assise di Pavia a dodici anni per aver ucciso, soffocandola con un cuscino, la figlia di due anni.

Nei colloqui emergerebbe chiaro il "movente antisociale" delle psicologhe.

An.Gi.