Milano, 30 ottobre 2020 -  Un concerto muto in piazza della Scala  per testimoniare la crisi in cui versa il mondo dello spettacolo dopo le chiusure decise dal governo per contenere i contagi da coronavirus. A dirigerlo, nell'ambito della manifestazione di protesta promossa dai lavoratori del mondo dello spettacolo e dai sindacati confederali, è stato il pianista e direttore d'orchestra Enrico Intra.

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I musicisti hanno solo fatto il gesto di suonare i loro strumenti, i cantanti hanno aperto la bocca per essere afoni in questa occasione e così il silenzio ha accompagnato l'esibizione che è stata spezzata sul finale solo dal ritmare degli applausi dei manifestanti. Sono centinaia i lavoratori del mondo dello spettacolo, cantanti, musicisti, attori, ballerini, maestranze di ogni tipo, che sono scesi in piazza anche a Milano davanti al teatro alla Scala per chiedere "diritti, dignità, reddito e cultura", come recita un grande striscione. I manifestanti, circa 500, hanno riempito la piazza mantenendo le distanze di sicurezza. Ognuno porta al collo dei cartelli rossi con le richieste che portano avanti con questa protesta: "Abbiamo diritto al rispetto dei nostri contratti", "I teatri sono luoghi sicuri", "La danza non contagia". In piazza Scala risuona la musica durante la protesta.

Da molti arriva la richiesta di riaprire i luoghi della cultura che "sono sicuri perché vengono rispettate tutte le regole". Dopo la chiusura dei luoghi della cultura, in seguito al decreto del governo, i lavoratori chiedono "sostegno". "Il mondo dello spettacolo deve essere sostenuto dal governo - ha spiegato Francesco Aufieri, segretario generale della Slc Cgil Milano - dopo le ennesime chiusure bisogna garantite un reddito ai lavoratori, una copertura previdenziale, e chiediamo un tavolo di trattativa nazionale per lo stanziamento dei fondi e sulle regole della riapertura". "Si riprenda il lavoro con le giuste misure di sicurezza e che ci sia una garanzia per questo lavoratori - ha commentato Bruno Bifronte della Uil Milano - è il settore che ha chiuso prima e riaperto dopo e paga prezzo pesante".

Alla manifestazione è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha commentato: "Quest'emergenza sanitaria non sarà una cosa da tre settimane o un mese, ci attende un lungo inverno di grande difficoltà".