Valeria Mongillo
Valeria Mongillo

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Milano, 5 dicembre 2020 - Per tutti è la “Primina”. Imperdibile appuntamento per i giovani, disposti a mettersi in coda sotto le stelle o la pioggia pur di strappare un biglietto di ingresso per l’anteprima di Sant’Ambrogio. E in un 7 dicembre senza pubblico, la Scala non rinuncia a quell’appuntamento speciale, anche se in streaming.

Ieri, collegati in diretta, c’erano gli iscritti al programma “La Scala Under30” e i vincitori del contest “Il mio 7 dicembre”: a loro è stato riservato l’“ingresso” nel backstage, alle prove d’orchestra con il maestro Riccardo Chailly e a quelle di danza, un confronto con le star e un volo “col drone” su piazza della Scala. A guidarli nella “sbirciatina dietro le quinte” il sovrintendente e direttore artistico Dominique Meyer, che ha strappato loro una promessa: «Quello che vedrete è un segreto», anche se l’auspicio è che «diffondano l’energia» che hanno respirato in questa “Primina” alternativa, in vista del Gran Gala di Sant’Ambrogio in tivù. Le riprese e lo streaming sono stati realizzati da studenti della Iulm. 

"Anche con questa anteprima dedicata ai giovani è stato dato un segnale importante - sottolinea emozionata la manager di Eos Im, Valeria Mongillo, nel Cda della Fondazione Milano per la Scala e referente del Gruppo Giovani -. Con 'A riveder le stelle', vero messaggio di speranza, ancora una volta la musica e le arti riescono ad adattarsi ai tempi e a far nascere da una situazione difficile un’opportunità". A ottobre Mongillo, su invito del presidente di Fondazione Milano per la Scala, aveva scritto ai giovani. "Abbiamo prorogato la scadenza delle quote al 31 dicembre 2021 vista la situazione - spiega - non solo nessuno si è tirato indietro e il gruppo si è consolidato, ma hanno voluto sostenerci da subito. Un bel messaggio di attaccamento".

E si è al lavoro per rafforzare ancor di più il legame. "La pandemia ci spinge a reinventarci - ricorda la manager - ho pensato a delle “art bubbles” per i prossimi mesi: incontri interattivi dedicati a piccoli gruppi da dieci persone, che possono ”prendersi un caffè” col coreografo Marco Pelle, collegato dagli Stati Uniti, o con la prima ballerina della Scala Martina Arduino. Occasioni prima impensabili e uniche per i giovani e per il futuro della Scala".