Preso il narcos che imitava Banksy. L’opera-icona "Il lanciatore di fiori" venduta per finanziare la latitanza

La Mobile ha arrestato Andrea Deiana a Fiumicino: era ricercato per droga da più di un anno e mezzo. Il ruolo da broker della coca, la fuga dorata in Messico e la litografia da 2 milioni piazzata a un gallerista.

Preso il narcos che imitava Banksy. L’opera-icona "Il lanciatore di fiori" venduta per finanziare la latitanza

Preso il narcos che imitava Banksy. L’opera-icona "Il lanciatore di fiori" venduta per finanziare la latitanza

di Andrea Gianni e Nicola Palma

MILANO

Il finto Banksy è rimasto un fantasma per più di un anno e mezzo. Gli investigatori della Squadra mobile non hanno mai smesso di dargli la caccia, stringendo sempre più il cerchio attorno ad Andrea Deiana, che nelle conversazioni criptate di Encrochat aveva scelto come nickname quello del celebre artista britannico senza nome. La vita da primula rossa del quarantaduenne di Terracina, il broker della droga con la passione per l’arte e legami con pezzi da novanta come il "boss dei Van Gogh" Raffaele Imperiale, è finita sabato pomeriggio, quando gli agenti, guidati dal pm Silvia Bonardi e coordinati dal dirigente Marco Calì e dal funzionario Massimiliano Mazzali, lo hanno arrestato all’aeroporto di Fiumicino, appena sbarcato da un volo proveniente da Città del Messico.

Proprio in Centro America avrebbe trascorso gran parte della sua latitanza. E del resto da quelle parti i poliziotti erano andati a cercarlo già nel maggio 2022, per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare che gli è stata notificata tre giorni fa nella Capitale; lui, però, non si era fatto trovare, sparendo nel nulla. Venti mesi dopo, sono scattate le manette: Deiana è stato accompagnato in cella a Civitavecchia, in attesa di essere trasferito a San Vittore per l’interrogatorio di garanzia del gip Cristian Mariani. L’operazione ha visto la collaborazione di Mobile, Servizio centrale operativo, Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, Direzione centrale per i servizi antidroga e Fbi statunitense.

Il quarantaduenne, all’epoca dei fatti proprietario della Art 3035 Gallery di Amsterdam, è accusato di aver ricoperto un ruolo di primo piano nell’organizzazione criminale specializzata in narcotraffico smantellata nella primavera di due anni fa dall’operazione Arkan della Direzione distrettuale antimafia: 24 le persone catturate in flagranza, a valle di un’indagine che ha portato al sequestro di 36 chili di cocaina, 87 di hashish, 32 di ketamina e 9 di marijuana e di 244mila euro in contanti. In primo grado, Deiana è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Gli accertamenti investigativi della Mobile hanno ricostruito anche il presunto reinvestimento dei soldi guadagnati con la coca nell’acquisto di una litografia autografata di uno dei capolavori più fotografati di Banksy, il lanciatore di fiori ("The Flower Thrower") disegnato sul muro di Gerusalemme che segna il confine tra Israele e Palestina.

Deiana avrebbe poi affidato la preziosa opera, assicurata per una cifra pari a due milioni di euro, a un gallerista milanese per piazzarla sul mercato e "sostenere i costi della latitanza", come si legge in una nota firmata dal procuratore capo Marcello Viola. La litografia è stata rintracciata e sequestrata a ottobre dagli investigatori di via Fatebenefratelli: l’analisi dei movimenti bancari avrebbe certificato trasferimenti di denaro al quarantaduenne per un ammontare di circa 500mila euro, ma non è detto che il resto non sia arrivato a destinazione per altri canali non tracciabili.

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