Posti per i disabili ai concerti, il racconto di una madre: “Leo e il desiderio sfumato dell’esibizione di Tananai”

Niente da fare sebbene si sia mossa in anticipo. Il motivo? In particolare due fattori, entrambi insitamente discriminatori

Il cantante Tananai

Il cantante Tananai

Milano – «Ciao! A Leonardo piacerebbe tantissimo! Cosa devo fare? Devo inviarvi i documenti di mio figlio e dell’Inps? Attendo indicazioni. Grazie di cuore". Questa è, al tempo stesso, una mail strettamente personale e di rito comune. È strettamente personale perché è stata scritta ed inviata da Federica, madre di Leonardo, bambino di 8 anni con una grave disabilità. Ed è di rito comune perché ogni madre di un bambino o di un adolescente con disabilità è costretta a inviare mail del genere per provare a realizzare il desiderio del figlio di assistere a questo o a quel concerto, a questo o a quell’evento.

Nel caso in questione, Leonardo avrebbe voluto assistere al concerto di Tananai al Forum di Assago, quello dell’anno scorso. "Avrebbe", sì. Perché Federica non è riuscita a prenotare alcun biglietti per Leonardo. "Mi hanno detto che non c’erano più posti – racconta lei –: eppure mi sono mossa subito, non appena sono stati messi in vendita i tagliandi". Non si tratta di un caso isolato, anzi è vero il contrario: si tratta della norma. Per una persona con disabilità è una missione quasi impossibile riuscire ad andare ad assistere ad un concerto dal vivo. E altrettanto vale per i grandi eventi sportivi.

A rendere quasi impossibile questa missione sono soprattutto due fattori, entrambi insitamente discriminatori: il sistema di prenotazione previsto per le persone con disabilità e il numero di posti ad esse riservate anche in impianti dalla grande ricettività. Quanto al primo punto, la mail citata nelle prime righe dice già tutto: a differenza di tutti gli altri, le persone con disabilità non possono prenotare il loro posto al concerto sul sito internet del rivenditore dei biglietti. No, perché sul sito internet non vengono visualizzati i posti riservati alla disabilità e di conseguenza non si possono comprare i ticket. Chi convive con una disabilità deve contattare direttamente l’organizzatore del concerto o dell’evento, i cui estremi sono indicati nella pagina internet sulla quale si vendono i biglietti. In alcuni casi dell’organizzatore si riportano il numero di telefono e/o l’indirizzo mail. In altri casi, invece, si riportano appena la via, il numero civico e la città nella quale l’organizzatore ha sede e tocca poi alla persona con disabilità o ai suoi cari risalire ad un canale per contattarlo: la giungla. Un vero e proprio paradosso: si mettono in campo procedure semplici per tutti tranne che per le persone con disabilità. Il secondo fattore che rende quasi impossibile prenotare un posto tra quelli dedicati alla disabilità e che questi posti sono pochi, pochissimi: al Forum di Assago sono nell’ordine della trentina a fronte di una capienza di almeno 10mila spettatori.

"Una vergogna – dichiara Federica –. Senza contare che noi non possiamo decidere di fare qualcosa all’ultimo, ad esempio andare allo stadio, a seconda delle condizioni dei nostri ragazzi. No, noi dobbiamo sempre muoverci con settimane di anticipo. E a volte non basta neppure".

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