Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
24 mar 2022

Possiamo fare poco Ma facciamolo

24 mar 2022
alberto
Cronaca

Alberto

Mazzuca

Abbiamo un problema. Come se già non ne avessimo: la pandemia che colpisce ancora; la guerra in Ucraina che ci coinvolge; la corsa agli armamenti; l’inflazione in crescita; le mani legate al gas russo per almeno altri tre anni; i risparmi che si fanno sempre più sottili; l’aumento dell’odio; le proteste delle imprese, dei commercianti e delle partite Iva perché il governo fa poco per loro; la mancanza di un accordo europeo su nuove sanzioni alla Russia perché non tutti i Paesi hanno da affrontare gli stessi costi per queste misure; la constatazione che il rincaro dell’energia elettrica per le famiglie e le imprese francesi è stato limitato da Macron al 4% per cui le imprese italiane si troveranno a perdere molti dei loro clienti al di là delle Alpi; la corruzione non si è schiodata da questo Pese perché continua ad esserci a livelli, finalità e modalità diversi. Insomma, c’è sfiducia. Un quadro desolante e realista. E allora quale può essere un nuovo problema? Vedere come non ci sia nessuna volontà di cambiare, nessuna spinta a quella rivoluzione culturale che più volte abbiamo chiesto proprio su questo giornale. Abbiamo invece assistito alla scena desolante, conferma del livello della nostra classe politica, di ben trecento parlamentari che non hanno voluto assistere all’intervento video di Zalensky, schierandosi quindi per l’altra parte, quella che ha invaso il suo Paese. Abbiamo anche assistito ad un’altra scena desolante, quella trasmessa in una televisione privata in cui una ragazza in bikini e chiusa in una doccia risponde alla domanda su quali siano i sette vizi capitali dicendo con voce esitante: “Roma”. D’accordo, c’è tuttora la “Roma ladrona” di Bossi, ma un limite c’è in ogni cosa… Karl Popper, il grande filosofo, sosteneva che “quello che possiamo fare è molto poco, ma quel poco che possiamo fare, dobbiamo farlo”. Ecco, la reazione dovrebbe partire proprio da Milano, la città che si considera la più europea d’Italia. Nessun candidato che ci metta la faccia?

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?