Pista olimpica di bob, prima le italiane. Restano in corsa Cortina e Cesana

Ieri riunione tra i soci in vista del cda del 30 gennaio. Il Piano B è St. Moritz

Pista olimpica di bob, prima le italiane. Restano in corsa Cortina e Cesana

Pista olimpica di bob, prima le italiane. Restano in corsa Cortina e Cesana

Prima le italiane. Intese come piste per bob, slittino e skeleton per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. In corsa sono rimaste Cortina e Cesana Torinese, mentre la soluzione di un trasloco all’estero delle gare retrocede Piano B, almeno per ora. La riunione informale della Fondazione Milano-Cortina di ieri mattina ha portato a un piccolo passo avanti in vista della decisiva riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione, in programma il prossimo 30 gennaio.

A sintetizzare l’esito del vertice è stato il sindaco Giuseppe Sala, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Marino: "Durante la riunione ci sono state presentate quelle che a questo punto sono rimaste le due soluzioni: Cortina, ma con rischi di tempi, e quindi con la necessità di un backup, e probabilmente si pensa a St. Moritz, oppure Cesana Torinese. Finalmente sembra che durante il prossime consiglio di amministrazione della Fondazione Milano-Cortina una decisione sarà presa. E sarebbe anche ora, perché si parla solo di questo tema". La soluzione Cortina riprende quota, dopo l’offerta per realizzare la pista presentata dall’impresa Pizzarotti. Il bando lanciato da Simico, la Spa che si occupa delle infrastrutture per i Giochi invernali, si è chiuso giovedì scorso e ha registrato una fumata bianca. Il costo del progetto per il nuovo impianto ammonta a 81,6 milioni di euro (non è ancora noto se Pizzarotti ha presentato un’offerta al ribasso), la stessa spesa prevista nella prima gara. Rispetto al precedente bando, però, i tempi di realizzazione scendono da 807 a 625 giorni e il progetto è stato riveduto e corretto per provare a far finire tutti i lavori in tempo per i Giochi del 2026: non è più previsto il bar-ristorante del bob, è stata eliminata una parte della gradinata, sono stati stralciati i parcheggi sotterranei. Il primo lotto dei lavori, già eseguito, prevedeva la demolizione della pista “Eugenio Monti“, ormai inutilizzabile. Costo: 5 milioni di euro).

In caso di via libera al progetto di Cortina, la successiva verifica dei lavori – un determinante paletto intermedio – è fissato il 15 marzo 2025: per quella data, la pista dovrebbe essere pronta. Altrimenti scatterebbe il Piano B: il trasloco all’estero in una pista già pronta per le gare.

M.Min.

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