MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Pillitteri, il ricordo di Corbani: "Paolo, ironico e indipendente. Teneva testa anche a Craxi"

L’allora vicesindaco: "Facemmo la Giunta Psi-Pci sfidando il pentapartito a livello nazionale. Insieme acquistammo l’Ansaldo. Che bel ricordo la passeggiata con Gorbaciov in Galleria".

L’allora vicesindaco: "Facemmo la Giunta Psi-Pci sfidando il pentapartito a livello nazionale. Insieme acquistammo l’Ansaldo. Che bel ricordo la passeggiata con Gorbaciov in Galleria".

L’allora vicesindaco: "Facemmo la Giunta Psi-Pci sfidando il pentapartito a livello nazionale. Insieme acquistammo l’Ansaldo. Che bel ricordo la passeggiata con Gorbaciov in Galleria".

"L’ultimo incontro con Paolo Pillitteri? Lo scorso 3 novembre in Consiglio comunale, per la presentazione dell’associazione degli ex consiglieri milanesi. L’ultima volta che l’ex sindaco è entrato a Palazzo Marino. Paolo era contentissimo di rivedere tante volti a lui noti e di “riprendere il filo del discorso“ per il futuro di Milano. Era di buon umore e si raccomandava: “Parla più forte che sono un po’ sordo“. E così io me lo sono messo seduto al fianco per dialogarci più facilmente". Luigi Corbani, vicesindaco targato Pci nella Giunta comunale a trazione Psi-Pci-Psdi-Verdi durata dal 20 dicembre 1987 al 1990, ha tanti ricordi legati al suo rapporto politico e personale con l’allora sindaco Paolo Pillitteri, morto ieri all’età di 84 anni, proprio nel giorno del suo compleanno, all’ospedale San Raffaele.

Corbani, quando conobbe Pillitteri?

"Nel 1975, quando lui uscì dal Psdi insieme ad Armanini per entrare nel Psi e dare vita alla Giunta di sinistra con l’allora sindaco Aldo Aniasi, che poi lasciò il posto a Carlo Tognoli. Ma il vero rapporto tra noi due è iniziato nel 1985, quando la Giunta comunale guidata dal pentapartito non riusciva più a stare in piedi, nonostante le pressioni nazionali. C’erano tensioni continue a Milano...".

Cosa accadde?

"Invitai Pillitteri alla Festa dell’Unità nel settembre del 1987 e gli proposi di rompere il pentapartito e di fare una Giunta con Pci, Psi, Psdi e Verdi. Lui all’inizio era un po’ dubbioso, ma in seguito, nel dicembre 1987, appena prima di Sant’Ambrogio, Pillitteri decise di fare la Giunta con il Pci. Quel 7 dicembre, poi, venne il principe Carlo d’Inghilterra alla Prima della Scala per il “Don Giovanni“ di Mozart diretto da Riccardo Muti con la regia di Giorgio Strehler. Tra parentesi, la mattina di quel 7 dicembre, venne dato l’Ambrogino d’oro, tra gli altri, al nonno della segretaria del Pd Elly Schlein, l’avvocato e senatore Agostino Viviani".

Quelli erano anni di forte conflittualità tra il Psi di Craxi e il Pci del dopo Berlinguer.

"I contrasti tra i due partiti erano fortissimi. La Giunta Psi-Pci a Milano, infatti, sembrava una cosa fuori dal mondo. Ma Pillitteri tirò dritto e convinse Craxi a fare quell’operazione all’ombra della Madonnina. Operazione non facile per Craxi, che a livello nazionale reggeva il pentapartito e aveva continue tensioni con il Pci".

E Pillitteri era cognato di Craxi.

"È stato un handicap essere il cognato del segretario del Psi ed ex premier. Ma Pillitteri aveva un’autonomia di giudizio piuttosto spiccata. Politicamente era molto più preparato di quanto si pensasse. Una delle sue caratteristiche, poi, era l’aria disincantata, burlona, ironica. Mi diceva sempre: “Ecco il mio lucido vicesindaco“ (ironizzando sulla calvizie di Corbani, ndr). Abbiamo lavorato insieme su tanti progetti per Milano".

In quegli anni venne realizzato il terzo anello di San Siro per i Mondiali del 1990.

"Proprio così. Realizzare il terzo anello fu una decisione della Giunta del pentapartito ma la portò avanti l’esecutivo guidato da Pillitteri e da me. Costruimmo insieme anche tanti progetti culturali per Milano".

Qualche esempio?

"Comprammo l’Ansaldo, la cui proprietà avrebbe voluto fare un’operazione immobiliare. Ma noi dicemmo “non se ne parla neanche“: il Comune acquistò l’immobile per fare un grande centro culturale. In quell’operazione io coinvolsi anche l’artista Frank Zappa. In seguito comprammo anche il Teatro Puccini. In precedenza aprimmo l’Ufficio Cinema del Comune: Paolo era un grande appassionato di cinema fin da giovane".

Qualche aneddoto su quegli anni passati fianco a fianco?

"Era affabile, non se la tirava per niente. Ma gli capitava anche di arrabbiarsi molto. Celebre un suo scontro con i tranvieri, a cui diede dei “fascisti“. E si scagliò anche contro il Msi che soffiava sul fuoco contro i rom. Anch’io ho avuto confronti e contrasti con Paolo, ma alla fine trovavamo sempre una mediazione. Lui aveva un grande rispetto delle opinioni diverse dalla sua. Quando ci furono gli scontri di Tienanmen in Cina e io intervenni in Consiglio comunale dicendo che il Pci doveva cambiare nome, Pillitteri mi abbraccio e mi disse: “Ti abbraccio adesso perché dopo vedrai che casini avrai“. Mi viene in mente anche un altro episodio condiviso con Paolo".

A quale episodio si riferisce?

"La visita di Mikhail Gorbaciov a Palazzo Marino nel 1989. E la passeggiata che facemmo con lui e la moglie Raissa in Galleria. Una passeggiata fuori programma. Io avevo già conosciuto Gorbaciov nel 1984 ai funerali di Enrico Berlinguer".

E del Pillitteri post-Tangentopoli che ricordo ha?

"Passò per un corrotto e questo per lui fu molto pesante da sopportare. Visse quegli avvenimento con una visione tra l’ironico e il pessimistico".