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29 gen 2022

Pianti, ansia e sindrome del ritiro: pure gli universitari chiedono aiuto

Domande di sostegno psicologico lievitate del 75% alla Statale. Che apre lo sportello per le “fragilità“

simona ballatore
Cronaca
Gli studenti hanno chiesto all’università di potenziare il fronte presentando un dossier con le difficoltà emerse durante la pandemia
Gli studenti hanno chiesto all’università di potenziare il fronte presentando un dossier con le difficoltà emerse durante la pandemia
Gli studenti hanno chiesto all’università di potenziare il fronte presentando un dossier con le difficoltà emerse durante la pandemia

di Simona Ballatore Non riescono a gestire l’ansia alla vigilia degli esami. Scoppiano in lacrime, all’improvviso. Non riescono ad ambientarsi, a stringere legami. E la sindrome del “ritiro sociale“ colpisce anche in università: le richieste di assistenza psicologica e di colloqui con gli psicoterapeuti alla Statale di Milano sono aumentate del 75 per cento. Altro effetto Covid. A suonare il campanello d’allarme erano stati gli stessi studenti, che avevano chiesto di potenziare il fronte attivo in ateneo presentando un dossier con le difficoltà emerse anche fra gli universitari. L’università ha chiamato a raccolta ieri anche il Comune di Milano, la Regione Lombardia, l’Ufficio scolastico regionale e realtà che si occupano già di disagio giovanile con i quali si è aperto un tavolo permanente. All’interno del campus i consulenti psicoterapeuti sono diventati quattro (prima c’era un’unica figura) ed è stato attivato uno “sportello fragilità“. In programma anche iniziative sul tema del benessere e della salute mentale per sensibilizzare sul tema, intercettando il malessere per tempo. Saranno stilate anche convenzioni per l’attivazione di servizi specialistici a prezzi calmierati. "Da anni abbiamo un servizio di counseling, anche in lingua inglese per aiutare i fuorisede internazionali, ma la conferenza degli studenti ci ha stimolato a fare di più – ricorda la prorettrice ai Servizi per gli Studenti Marina Brambilla –. Oltre allo ’sportello fragilità’ e prenderanno forma corsi di formazione al personale e ai docenti che devono sapere gestire al meglio le richieste di aiuto, senza sostituirsi al servizio sanitario". Tra coloro che chiedono maggiormente aiuto ci sono proprio i fuorisede: da un momento all’altro, nel pieno della pandemia, si sono trovati bloccati lontano da casa e senza l’appoggio della comunità accademica. Disagio più grande per le matricole. "Solitudine": il primo “sintomo“. C’è invece chi è riuscito a tornare indietro, ma in questo modo si è trovato ...

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