MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Periferie, Mazzali lancia l'allarme e propone: tour di 2 anni nei quartieri

Il delegato del sindaco avverte: rischiamo di perdere

 Attenzione ai quartieri più disagiati

Attenzione ai quartieri più disagiati

Milano, 3 settembre 2018 «È il momento di passare dal Piano periferie al Piano quartieri». Mirko Mazzali, delegato del sindaco Giuseppe Sala per le Periferie, si presenta al dibattito della Festa dell’Unità «Pgt, abitare e periferie» all’Arci Olmi e auspica una svolta da parte dell’amministrazione comunale targata centrosinistra: «Mi auguro che a settembre parta il tour nei quartieri da parte degli assessori. La sfida per i prossimi due anni e mezzo, da qui alle elezioni comunali, è tornare ancor di più nelle periferie. Questo, in qualche misura, finora è mancato. Dobbiamo fare veramente partecipazione». L’auspicio di Mazzali si può leggere anche come un grido d’allarme: «Gli assessori dovranno girare nei quartieri, dire quello che abbiamo fatto, indicare il cronoprogramma degli interventi in cantiere, ascoltare i cittadini e indicare la visione dell’amministrazione per il futuro dei quartieri. Se non riusciremo a far questo, credo che avremo grosse difficoltà a riconfermarci tra due anni e mezzo».

Il sindaco, intanto, avvierà il suo tour sabato alle 11 al quartiere Adriano, alla manifestazione del Comitato ViviAdriano contro la decisione del Governo di sottratto le risorse del bando periferie destinate al quartiere. Non solo. Sala punta a presentare entro settembre una versione aggiornata del Piano periferie, anzi, per usare i termini di Mazzali, un nuovo Piano quartieri. Ma qual è il bilancio del Piano periferie lanciato nel dicembre 2016? «Quel Piano periferie si concentrava su cinque ambiti prioritari (Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto, Giambellino-Lorenteggio, Qt8-Gallaratese e Niguarda-Bovisa, ndr) – spiega il delegato –. Per ogni ambito ci sono dei libri con le scadenze di inizio e fine lavori». Mazzali indica i tre principali problemi indicati dai cittadini che abitano lontano dal centro storico: «La prima è l’assenza di lavoro. La seconda è che molti non arrivano a fine mese.

La terza è la mancanza di sicurezza, mancanza più percepita che reale». Ecco, il nodo sicurezza è uno dei più delicati per il centrosinistra, incalzato dagli affondi di Lega e FI. A Milano esiste un “rischio banlieue’’ oppure no? Il delegato alle Periferie lo esclude, ma aggiunge: «Ci è capitato di presentare un progetto di manutenzione straordinaria da 18 milioni di euro, ma i cittadini ci hanno chiesto solo di installare telecamere per la videosorveglianza. Come amministrazione comunale, ma anche come centrosinistra, non possiamo far finta che il tema non esista». Mazzali, però, aggiunge che la sfida del consenso nei quartieri è legata anche all’operato del Governo giallo-verde: «Se tra un anno il Governo non sarà riuscito a intervenire sui problemi del lavoro e della povertà, l’attuale sentimento di ribellione dei cittadini emerso alle Politiche si riverserà contro chi ora è al governo e il centrosinistra potrebbe riguadagnere consensi anche nelle periferie».

Il presidente della commissione Urbanistica del Comune Bruno Ceccarelli (Pd), anche lui presente al dibattito della Festa dell’Unità, alla fine sottolinea: «Prendere tanti voti in centro fa piacere. Ma alle ultime Politiche la corona che sta alla periferia della città ci ha consegnato una situazione di cui tener conto».

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