Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano
Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano

Milano, 3 dicembre 2019 - Si sono visti recapitare a casa una raccomandata andata e ritorno con una richiesta di pagamento di 285 euro e 80 centesimi, per quote annuali non pagate all’Ordine dei geologi tra il 1969 e il 1993, quando c’era ancora la lira. Eredità del padre morto a Milano il 9 luglio del 2004. Presunti debiti con l’ordine professionale che risalgono alla notte dei tempi, un avviso intestato a un uomo defunto 15 anni fa, arrivato a distanza di decenni, contro il quale una famiglia milanese ha deciso di dare battaglia. I figli hanno recuperato vecchi documenti del padre, si sono rivolti a Federconsumatori Milano forti della sentenza della Cassazione del 2016 che deliberando su un ricorso contro l’Inps ha fissato il termine massimo di cinque anni per la prescrizione di una cartella esattoriale. I debiti del geologo con l’Ordine, se anche venissero accertati, sarebbero ormai carta straccia, perché contestati ben oltre il termine massimo.

«Anche sulla base della sentenza della Cassazione chiederemo l’annullamento del tributo», spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano. «Spero che si tratti di una svista - prosegue - è la prima volta che ci troviamo di fronte a una caso simile». L’uomo, nato nel 1915, dopo gli studi è stato iscritto per anni all’Ordine dei geologi, cancellandosi una volta andato in pensione. Sulla richiesta di pagamento arrivata alla famiglia da parte della società che si occupa delle riscossioni per conto dell’Ordine non vengono specificati gli anni per i quali il geologo, defunto nel 2004, non avrebbe saldato la quota annuale, ma solo che lo “screening” riguarda l’arco temporale tra il 1969 e il 1993. E il debito viene quantificato in 285,80 euro, «comprensivo della somma di dieci euro di spese amministrative sostenute in conseguenza della sua morosità per le necessità della presente azione di recupero».

Una richiesta «assurda», nascosta dietro il freddo linguaggio burocratico. I familiari dell’uomo chiedono all’Ordine di cancellare la cartella esattoriale. In caso contrario si appigliano alla sentenza della Cassazione del 2016, che ha stabilito un punto fermo nella controversa questione delle ingiunzioni di pagamento “tardive”. Quando scatta la prescrizione per debiti non contestati per anni, che magari lievitano con lo scorrere del tempo? La Suprema Corte, a sezioni unite, ha stabilito nel 2016 il limite massimo in cinque anni: vale il termine di prescrizione breve, quinquennale, rispetto a quello ordinario, che invece è decennale. Federconsumatori Milano, però, è intenzionata anche ad avanzare una richiesta di accesso agli atti all’Ordine dei geologi, per fare chiarezza sulla vicenda. «Vogliamo capire se dietro questa insolita richiesta di pagamento non ci sia un tentativo di fare cassa - prosegue Benenti - e per questo chiediamo a chi eventualmente ha ricevuto raccomandate analoghe di farsi avanti, evitando in ogni caso di pagare. Se si tratta di un errore, in ogni caso, deve essere sanato al più presto».