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23 mar 2022

Omicidio di Cologno, omaggio a Begonia: "Non la dimenticheremo"

La biblioteca ha riaperto dopo la serrata per lutto. ll Comune propone un'iniziativa pubblica in ricordo della dipendente uccisa

laura lana
Cronaca
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Begona Gancedo

Cologno Monzese (Milano), 23 marzo 2022 - La biblioteca comunale ha riaperto, dopo che ieri, martedì 22 marzo, era rimasta chiusa in segno di lutto per la scomparsa di Maria Begoña Gancedo Ron. Il telefono continua a squillare. Sono mamme, nonne, maestre che vogliono esprimere tutto lo sconforto per questa tragica perdita. “Era dolcissima, un pezzo di pane. I bambini la adoravano. Era davvero un pezzo fondamentale di questo luogo”. A parlare è Palma Sorbera, collega e amica della vedova 60enne di origini spagnole, mentre ci porta nella sala di lettura di piazza Mentana.

“Lavorava qui”, dice commossa. “La conoscevano tutti e la apprezzavano tutti. Le scuole, con cui la biblioteca collabora, le famiglie, i bambini. Non si poteva non volerle bene”. Questa mattina non tutte le dipendenti hanno timbrato in municipio: alcune colleghe di Begonia, come veniva chiamata in città, non sono riuscite a farsi forza e sono rimaste a casa ancora in stato di choc. “E’ stata una notizia troppo violenta. Io stessa ancora non ci credo. Ieri mattina non lavoravo e quando mi hanno chiamata sono subito corsa qui – racconta Sorbera -. Tante colleghe non se la sono sentita. Erano tanti anni che era in biblioteca e prima ancora, attraverso una cooperativa, lavorava sempre per il Comune”. Era arrivata dalla Spagna conoscendo poche parole di italiano. Aveva vissuto il precariato fino all’assunzione in municipio.

Si era sposata con Felice, era rimasta vedova all’improvviso 15 anni fa e con l'aiuto dei cognati aveva sostenuto tutta la famiglia, le gemelle con sindrome di Down e il figlio Daniel Gandolfo, che è accusato di omicidio volontario aggravato e ieri è stato raggiunto da un fermo emesso dalla Procura di Monza. Domani, giovedì 24 marzo, sarà interrogato: da ieri si trova in ospedale, al reparto di psichiatria di Sesto San Giovanni, in stato confusionale. “Dei figli e delle sue difficoltà non ha mai parlato. Era molto riservata, schiva, non si è mai sfogata. Era una persona che non chiedeva mai. La vita si è proprio accanita su di lei”. Anche l’assessore alla Biblioteca Giuseppe Di Bari oggi era nella sala di lettura. “Non ci sono davvero parole per commentare questa tragedia. Siamo addolorati e sicuramente la ricorderemo con un’iniziativa pubblica nelle prossime settimane”.

 

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