"Ogni sera in 300 a cena. Poveri anche se lavorano"

MILANO Il Ristorante solidale Ruben di via Gonin 52, in zona Lorenteggio, è un “osservator...

"Ogni sera in 300 a cena. Poveri anche se lavorano"

"Ogni sera in 300 a cena. Poveri anche se lavorano"

Il Ristorante solidale Ruben di via Gonin 52, in zona Lorenteggio, è un “osservatorio privilegiato“ sulle nuove povertà fin dalla sua nascita, 9 anni fa. È un ristorante in cui mangiare ha il costo simbolico di un euro e in cui i commensali hanno a disposizione un menù. "L’ho ideato dandogli il nome di un uomo che morì di stenti, che avevo conosciuto da ragazzo quando lavorava nella cascina di famiglia". In sua memoria, oggi aiuta tutti gli altri. Lo ha ricordato due settimane fa il “papà“ Ernesto Pellegrini, cavaliere del lavoro, in occasione dell’incontro “Working poor: se lavorare non basta per uscire dalla povertà“ organizzato proprio nella sede di Ruben a fine novembre. I “nuovi poveri“, è emerso, sono di più. E sempre di più ai tavoli si siedono persone che, pur lavorando, non riescono a mantenersi. Ogni sera in via Gonin vengono servite 300 cene (in media, nel 2018 erano 250 a sedersi tra i tavoli) a persone che non sono disoccupate ma "hanno sempre più spesso “un lavoro povero“, il cui reddito non è sufficiente a garantire il benessere, a volte neanche il soddisfacimento dei bisogni primari", ha evidenziato Giuseppe Orsi, ad della Fondazione Ernesto Pellegrini onlus. I bambini sono circa un terzo del totale degli avventori e hanno da 0 a 12 anni (non pagano fino a 16 anni). Altro dato: la metà dei commensali è costituita da donne. Il 50%, poi, è rappresentato da stranieri, la maggior parte di seconda generazione.

M.V.

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