Michele Chiapperini, nonno vigile per vocazione: “Amo far sorridere i bambini, da piccolo sono stato maltrattato e ho perso i genitori a 8 anni”

Gli alunni di Opera hanno festeggiato il loro angelo custode, al “lavoro” da 23 anni

Michele Chiapperini, nonno vigile

Michele Chiapperini, nonno vigile

Michele Chiapperini, 80 anni festeggiati il 9 febbraio scorso, è nonno vigile da 23 anni davanti alla scuola primaria Sacco e Vanzetti. Nato in una frazione di Bitonto, quinto di dodici fratelli, rimase orfano a 8 anni. "Regalo ai bambini il sorriso che non ho mai avuto nella mia infanzia, senza genitori e con un patrigno che mi maltrattava".

Una vita intensa, prima in seminario poi nei carabinieri accanto al compianto maresciallo Stefano Piantadosi e infine con un ruolo di responsabilità alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano. I piccoli alunni lo hanno festeggiato regalandogli all’uscita dalla scuola lettere, disegni e tanti abbracci. Ogni giorno, con i suoi folti capelli bianchi, la divisa gialla e l’omerale dell’Associazione nazionale carabinieri sezione di Opera, regala carezze e dolci parole ai piccoli studenti che lo salutano affettuosamente.

"I bambini sono la mia vita – racconta nonno Michele commosso –: ho tramutato la mia sofferenza in sorrisi. Sono stato un bambino maltrattato, ho perso i miei genitori a soli 8 anni, ma ho trasformato il dolore in un impegno per garantire che nessun altro bambino debba affrontare ciò che ho vissuto io. Curare e seguire la loro sicurezza e tranquillità rappresenta un impegno profondo per il loro benessere ed è un grande atto d’amore". Dopo la morte dei genitori, il fratello maggiore decise di mandarlo in collegio dove rimase fino a 18 anni e intraprese il percorso per diventare prete. "Non ho frequentato il seminario per vocazione – spiega nonno Michele – e mi sono reso conto crescendo che quella non era la mia vita. Mi sono innamorato e ho avuto una crisi, volevo riprendere una normale quotidianità. Ho sposato Filomena e con lei ho avuto due figli e tre nipotini che sono la mia gioia". Giunto all’età del servizio militare presentò domanda per entrare nei carabinieri e intraprese la carriera nell’Arma. Fu trasferito a Locate Triulzi accanto al maresciallo Stefano Piantadosi, ucciso nel 1980 da un pregiudicato. "È stato il mio maestro di vita – spiega Michele – e dopo la sua tragica uccisione mi sono impegnato per ottenere i riconoscimenti che lui si meritava, ha perso la vita per la collettività. Sono il vice presidente del comitato a lui dedicato e negli anni abbiamo tenuto viva la sua memoria con il riconoscimento della medaglia d’oro, omaggio alla sua famiglia".

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