Niente prima all’Omero: "Ma non ci arrendiamo". Torna il greco al Virgilio

Il liceo classico Omero a Milano rischia di non formare una classe per il prossimo anno scolastico a causa della mancanza di richieste. I dirigenti scolastici si interrogano sulla crisi del classico e sottolineano l'importanza di valorizzare le potenzialità di ciascuno. Si richiede una riflessione a tutti i livelli per salvare la classicità.

Non ce l’ha fatta (per ora) il classico Omero, che era rinato proprio nell’anno buio del Greco e Latino. "Abbiamo ricevuto sei richieste, al momento purtroppo non riusciamo a formare la casse - spiega la preside Ida Buonocunto - ne mancano almeno 13, stiamo aspettando di capire cosa accadrà negli altri istituti e se arriverà chi ci ha indicati come seconda scelta". L’ultimo appiglio per settembre. "Ma comunque vada continuiamo a credere in questo indirizzo: ci metteremo subito al lavoro, già dal mese di marzo, per riprovarci". Non si arrende la nuova dirigente del Russell, in zona Niguarda, all’interno del quale il classico Omero conta ora una prima, una quarta e una quinta. È in corso anche una sperimentazione che guarda ai beni culturali e alle scienze applicata. Nel frattempo regge il suo indirizzo scientifico, che confermerà a settembre tre prime, frena il liceo delle scienze umane che al momento conta due classi anziché tre, ma che potrebbe assorbire domande in esubero dal Tenca e dal Virgilio. Il primo, in particolare, ha posto "per 12 prime, ma con i numeri che ho potrei aprirne 19: ieri alle 12 siamo arrivati a 480 iscritti", spiega Mauro Zeni. Il Virgilio ha 26 esuberi per scienze umane, 16 allo scientifico e 12 al linguistico. "Riusciremo a formare anche una prima del classico: ci sono 21 domande", spiega il preside Roberto Garroni che aveva dovuto stoppare per un anno l’indirizzo. Tiene il classico Casiraghi di Cinisello che formerà due classi più tre di scientifico.

Sulla crisi del classico si interrogano i dirigenti scolastici: "A Milano la mannaia non era ancora arrivata rispetto ad altre zone d’Italia dove anche alcune scuole sono state chiuse – commenta il preside del Carducci Andrea Di Mario, in attesa di leggere i dati nazionali –. Quello che è evidente è che il classico va ripensato". "È un indirizzo che è sempre stato sensibile al dato dell’orientamento - sottolinea Milena Mammani, preside del Manzoni –: dieci anni fa ricordo un convegno al Politecnico con Luigi Berlinguer sull’importanza del classico, era al centro delle energie. Oggi si punta su Stem, digitale ed è giustissimo, ma “orientare“ non significa spingere verso indirizzi, bisognerebbe valorizzare le potenzialità di ciascuno". Certo urge una riflessione, anche ai piani alti: "Vogliamo salvare la nostra classicità, è indispensabile". Si.Ba.

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