Nerone al culmine: massima attenzione in ospedali e pronto soccorso. Cosa può accadere

Accessi in aumento nei presidi dell’area metropolitana: da oggi l’anticiclone al suo massimo, temperature record almeno fino a sabato

Pronto soccorso allertati per l'allarme temperature torride
Pronto soccorso allertati per l'allarme temperature torride

Milano – La “tempesta di calore” dell’anticiclone Nerone arriva al culmine in queste ore, con massime che in città potrebbero raggiungere i 38 gradi (e oggi pomeriggio i 41 percepiti) anche domani e dopodomani. In base alle ultime previsioni resisterà almeno fino a sabato: quasi una settimana, e "più prolungata è l’ondata di calore, maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute", ricorda il Ministero della Salute il cui sistema d’allerta, nel bollettino di ieri che guarda avanti solo di 72 ore, a Milano batte bandiera rossa ininterrotta: il livello massimo, che corrisponde a "condizioni di emergenza, con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo" di quelle a rischio.

Un rapido confronto sull’affollamento dei pronto soccorso del capoluogo e dell’hinterland mostra, tra giovedì scorso e lunedì, un incremento complessivo di accessi vicino al 30%. In parte spiegabile col rimbalzo fisiologico post-weekend e, soprattutto, col controesodo che ha iniziato a ripopolare la metropoli desertificata a Ferragosto.

E però anche i malori correlati al clima - torrido più che desertico, testimonia il bollettino Humidex dell’Arpa che stima il disagio dalla combinazione temperature-elevata umidità al massimo livello su tutte le province lombarde sino almeno a domani - iniziano a mettere sotto pressione gli ospedali.

Alcuni pronto soccorso – quelli di Fatebenefratelli, San Carlo e dei privati San Giuseppe e Galeazzi in città, di Cernusco, Melzo, Sesto, Cinisello, Rho, dell’Humanitas di Rozzano e della Multimedica in provincia - hanno visto balzi sensibili d’accessi rispetto alla settimana scorsa, e “big” come Niguarda, Policlinico, San Paolo e San Raffaele erano ben sopra le proprie medie già lunedì.

Al livello rosso (3) di un’ondata di calore, ricordano dall’Ats Metropolitana, "si prevede un incremento atteso di ricoveri e soprattutto della mortalità per i soggetti a rischio". E per Milano, che era stata relativamente risparmiata dall’impatto sanitario delle ondate di calore di luglio (800 decessi tra gli over 65, l’11% meno dei 902 stimati), questo colpo di coda potrebbe essere il peggiore dell’estate.

L’Ats, che sul suo sito www.ats-milano.it ha una sezione dedicata all’emergenza caldo, ha stilato "10 regole d’oro" (le più importanti: bere molta acqua e stare in un ambiente fresco e ventilato tra le 11 e le 17) per proteggersi e proteggere le persone a rischio come gli anziani, i bimbi piccoli, le donne incinte, i malati cronici o psichiatrici, persone non autosufficienti, in condizioni socio-economiche disagiate ma anche chi è sano e fa esercizio fisico o un lavoro intenso all’aria aperta, chi assume alcol e droghe, chi prende alcuni farmaci (la terapia non va rivista in autonomia ma solo col proprio medico).

In città si può telefonare al call center comunale 02.02.02 da lunedì a sabato, dalle 8 alle 18, fino al 31 agosto, per chiedere aiuto (consegna di pasti, sostegno per l’igiene, o semplicemente qualcuno con cui parlare).

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