Il blocco di viale Forlanini inscenato mesi fa dagli Ncc contro le decisioni del Governo
Il blocco di viale Forlanini inscenato mesi fa dagli Ncc contro le decisioni del Governo

Milano, 14 maggio 2019 - Ncc, cambiano le regole. Allo scoccare della mezzanotte di ieri è scaduta la moratoria sulle sanzioni legate all’entrata in vigore delle nuove norme sul noleggio con conducente. Di conseguenza, chi non rispetterà la legge varata a inizio 2019 verrà multato. Cos’è cambiato? Sull’annosa questione del rientro in autorimessa al termine di ogni servizio, gli Ncc possono evitare il passaggio in sede se sul foglio di servizio sono registrate, sin da inizio giornata, altre prenotazioni con partenza o destinazione nella provincia in cui si trova il Comune che ha rilasciato l’autorizzazione; in caso di chiamate in corsa, devono invece tornare in garage.  «Un paradosso – attacca Francesco Artusa, fondatore dell’associazione di categoria Fai-trasporto persone – specie se consideriamo che è ammesso l’uso di strumenti tecnologici». Come dire: il vantaggio garantito dalla rapidità di smartphone e app viene azzerato dall’obbligo di rientro in autorimessa. Per di più, aggiungono i noleggiatori, è possibile effettuare solo un viaggio al giorno con tragitto «esterno» alla propria provincia di competenza (per esempio Malpensa-Pavia).

C’è un altro punto contestato: i dati da inserire nel cosiddetto «foglio di servizio», il documento che contiene le specifiche del viaggio prenotato. Per la nuova legge, l’azienda Ncc deve segnare la targa del veicolo, il nome del conducente, data, luogo e chilometri di partenza e arrivo, orari di inizio servizio, destinazione e fine servizio e dati del fruitore del servizio. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che nasce la contesa. Per Artusa, l’inserimento dei dati del cliente, specie in alcuni casi delicati, è contrario ai dettami del Regolamento europeo sulla privacy, «che, tra le altre cose, ci obbliga a custodire dati sensibili in modo sicuro anche proteggendosi da smarrimento o manomissione». Quindi, sostengono gli Ncc, le alternative sono due: «O violamo la legge italiana con i rischi di fermo amministrativo annessi o violiamo la normativa europea con il rischio di una sanzione pari al 3% del fatturato annuale». «Per quanto mi riguarda – chiarisce Artusa – io mi atterrò alle norme comunitarie, soprattutto nei casi di persone con problemi di salute o personaggi pubblici che non vogliono rivelare il loro indirizzo di residenza per motivi di sicurezza».

Al momento, i noleggiatori non hanno in mente iniziative di piazza. Tuttavia, si sono già mossi dal punto di vista legale, presentando eccezione di costituzionalità della legge al Tar della Lombardia; senza dimenticare il ricorso già presentato dalla Regione Calabria e la mancata intesa al tavolo della Conferenza Stato-Regioni. La speranza è che il Governo riconvochi le parti per trovare una soluzione. Nel frattempo, però, il countdown si è esaurito: da oggi nuove regole.