Darsena
Darsena

Milano, 27 maggio 2020 - «Signorina , volevo informarla che dalle 19 di questa sera non è più possibile consumare bevande da asporto in aree pubbliche". L’ordinanza anti-assembramenti firmata dal sindaco Giuseppe Sala è entrata in vigore da mezz’ora, e sulla Darsena ci sono piccoli gruppi di ragazzi seduti lungo le sponde con birre al seguito: i carabinieri, che presidieranno la zona fino a mezzanotte, spiegano a tutti il contenuto del provvedimento, senza comminare sanzioni; non c’è traccia dei temuti venditori ambulanti. Almeno per il primo giorno, si punta sul dialogo, anche perché il provvedimento del Comune, annunciato 24 ore prima in Prefettura, è stato emanato a pomeriggio inoltrato; e di conseguenza bisogna dar tempo a tutti di prendere conoscenza del fatto che non si può acquistare alcol dopo le 19 se non ci sono posti all’interno dei locali o negli spazi esterni e che non si può bere fino alle 7 "su area pubblica o privata a uso pubblico, compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico".

L’impressione , però, è che sia i gestori dei locali che gli avventori delle aree più battute dal popolo della movida ne abbiano già recepito il senso: evitare che la curva del contagio torni a impennarsi, facendoci ripiombare nel lockdown. In corso Garibaldi angolo largo La Foppa, punto finito al centro delle polemiche per alcune foto scattate venerdì scorso, la situazione è decisamente tranquilla: nessuno è fermo davanti ai bar, tutti i clienti sono seduti ai tavolini, anche se alcuni non indossano la mascherina e non rispettano la distanza di sicurezza. Stesso discorso all’Arco della Pace, dove ci sono anche sedie vuote.

«Siamo in una situazione in cui come la fai la sbagli – riflette in serata Sala ai microfoni del Tg3 – ma non ci penso nemmeno a convincere della bontà delle mie azioni. Quello che voglio fare è spiegare: la ratio delle decisioni è che non vogliamo fare gli sceriffi o i giustizieri della notte, ma non possiamo rimanere impassibili". C’è da mediare tra due esigenze contrapposte: quella di coloro che "stanno in giro la sera" e quella di coloro che "stanno a casa e sono quasi irritati da queste immagini di assembramenti". Le limitazioni all’asporto, che riguardano tutta la città e non solo alcuni luoghi specifici, saranno in vigore fino alla mezzanotte del 15 giugno, fermo restando che le cose potranno cambiare in corso d’opera sulla base "dell’evolversi della diffusione epidemiologica del virus Covid-19" e delle verifiche periodiche sull’osservanza dei divieti da parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. In campo tutte le forze di polizia a disposizione, anche se i sindacati dei ghisa tornano a chiedere un impiego più massiccio da parte dell’amministrazione: "Spero che nei prossimi giorni vengano schierati più agenti in strada", auspica il segretario del Sulpm Daniele Vincini. Nella settimana compresa tra il 18 e il 24 maggio, la polizia locale ha controllato 939 persone, 629 esercizi pubblici e 642 aree verdi, con 128 allontanamenti e 42 sanzioni, di cui 31 a persone e 11 a gestori di locali.